| Terza Edizione 1998 |
La giuria della terza edizione del Premio Morlotti - Imbersago, formata da Ernesto Treccani (pittore - presidente), Piero Leddi (pittore), Giancarlo Consonni (poeta), Antonello Negri (critico d'arte), Marina Pizziolo (critico d'arte) e Filippo Panzeri (sindaco di Imbersago), con la presidenza onoraria di Anna Morlotti, si è riunita mercoledì 15 aprile 1998 alle ore 16 Dopo attenta valutazione e approfondito esame delle 160 candidature pervenute, selezionava i 30 finalisti presentati da questo catalogo, che venivano invitati a esporre nella sede espositiva del Comune di Imbersago. La giuria riunitasi nuovamente domenica 3 maggio 1998 alle ore 16 procedeva quindi all'esame diretto delle opere pervenute, pronunciandosi come segue circa l'assegnazione dei premi. Ai tre premi ex aequo previsti dal bando, pari a 2 milione di lire ciascuno, ne veniva aggiunto un'altro dello stesso importo. Il Premio Morlotti - Imbersago 1998 è assegnato a Alessandro Papetti per l'opera Interno (1996, olio su tela) che meglio interpreta la premessa ideale di questo Premio, per l'efficace scrittura del reale indice di una raggiunta maturità espressiva. Alessandro Papetti riceve la medaglia d'oro del Premio e 3 milioni di lire. Alessandro Fieschi, con l'opera Prato follia : per la creazione di un nuovo codice del visibile nel segno del colore; Mario Salina, con l'opera Piazzola: per una figurazione che percorre i tracciati di un personale alfabeto del vedere; Tina Sgrò, con l'opera Che corre: per l'attualità di una fine poesia della memoria; Bruno Zoppetti, con l'opera L'atelier disordinato: per un racconto condotto sul filo di astrazione e figurazione. All'artista, come riconoscimento extra, va una medaglia d'oro anziché d'argento. Tutti i premi comportano l'acquisizione dell'opera da parte del Comune di Imbersago per la costituenda Pinacoteca Civica. La Giuria ha deciso infine di segnalare i seguenti artisti: Alberto Barbieri, Raniero Berardinelli, Leonardo Caboni, Alice Mantovani, Antenore Rovesti, Alessandro Taiana.
Il catalogo della terza edizione
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| Alessandro Papetti Interno 1996 Olio su tela cm 100x100 |
Alessandro Papetti è nato a Milano nel 1958 e si è dedicato alla pittura dopo aver concluso gli studi classici. Dal 1987, anno in cui vinse la XXX Biennale di Milano, ha accumulato un lungo e prestigioso curriculum espositivo, sia in Italia sia allestero. Vive a Milano. |
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| Bruno Zoppetti L'atelier 1994 Olio su tela cm 103x88 |
Bruno Zoppetti, nato nel 1961 a Seriate (Bergamo), vive a Milano. Diplomatosi allAccademia di Belle Arti di Brera, ha insegnato discipline pittoriche al liceo artistico di Lovere, per poi dedicarsi completamente alla pittura. Ha alle spalle una notevole esperienza espositiva. Gli oggetti che assembrano lo studio circondano lartista di unattesa muta. È un mondo di cose che preme per accedere alla visibilità, per accedere allo spazio virtuale del quadro. Tutto è precipitato nel caos: è il momento magico in cui i contorni delle cose, acquattate intorno, appaiono ancora dissolti, prima che lintuizione formale assegni loro un preciso ruolo nella visione. In uno spazio scardinato si avverte sempre più forte il battito sordo del cuore delle cose. |
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| Alessandro Fieschi Prato follia 1998 Olio su tela cm 83x108 |
Alessandro Fieschi, nato a Milano nel 1968, vive a Gorgonzola (Milano). Ha un discreto curriculum espositivo. Uno spazio volutamente asintattico. Lacerti del visibile si depongono nello spazio del quadro, mimando il caotico accumulo di un deposito della memoria. La lontananza temporale del ricordo, la follia del sogno traspongono gli oggetti in una dimensione altra, individuata da una grafia dellassurdo che assegna definita materialità allinesistente. Il colore diventa allora il fulcro espressivo di un nuovo codice del visibile. |
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Mario
Salina Piazzola 1998 Acrilico su tela cm 96x112 |
Mario Salina, nato a Mozzanica (Bergamo) nel 1963, vive e lavora a Milano. Dopo essersi diplomato allAccademia di Brera, ha iniziato lattività espositiva con una personale alla Galleria Cannaviello, di Milano. Una figurazione che percorre i tracciati di un personale alfabeto del vedere. Filamenti di luce a disegnare i contorni precari delle cose, che affiorano dal fondo della tela come evocazioni magiche del banale quotidiano. Una riscrittura delle cose nel registro della memoria, aggiornato in tempo reale dallinarrestabile flusso di immagini che ci attraversa. La realtà che non accede alla memoria è relegata in un vedere indeclinabile al passato. |
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Tina
Sgrò Che corre 1998 Olio su tela cm 100x70 |
Tina Sgrò è nata nel 1972 a Reggio Calabria, dove si è diplomata allAccademia di Belle Arti e tuttora vive. Il clima di questa visione è evidentemente un clima mentale: la dimensione non è quella dellesperienza, ma quella del ricordo o del sogno. Levanescenza del tratto, sfuma il veduto in unipotesi di visione, il passaggio dal buio alla luce è mediato da una vibrazione che confonde i contorni delle cose. La realtà, per Tina Sgrò, non ha i tratti inconfutabili del materiale, ma la labile consistenza di unimpressione confinata nel soggettivo. |
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Dario
Arcidiacono Dietro tutto 1998 Acrilico su plexiglas cm 100x19 |
Dario Arcidiacono, nato nel 1967 a Catania, vive a Milano. Dopo aver frequentato la Scuola darte applicata allindustria del Castello Sforzesco, ha lavorato in unagenzia pubblicitaria come Art junior. Ha già un brillante passato espositivo. Il repertorio visivo a cui attinge Arcidiacono è quello dei fumetti: tavole miniate del nostro tempo che, nella loro rapidissima scansione, oppongono alla certosina attesa dellaldilà la lucida percezione dellistante che brucia e diventa cenere. Langosciante quadripartizione medievale Conceptio culpa, dolor nasci, labor vita, necesse mori, si traduce così in una grottesca sequenza dellassurdità del vivere. |
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Alberto
Barbieri Dimore del vuoto , dimore della luce 1995 Tecnica mista su tavola cm 100x144 |
Alberto Barbieri è nato nel 1958 a Pavia, dove si è diplomato alla Civica Scuola di Arti Visive e tuttora vive. Ha un notevole curriculum espositivo, in spazi sia pubblici sia privati. Il dipinto diventa in questo caso il luogo metaspaziale dove avviene la visualizzazione di un concetto la cui esplicazione è affidata al portato verbale del titolo. Il vuoto e la luce diventano così i termini di una contrapposizione improbabile: perché se il vuoto è la dimora del buio, dellabisso, dellassenza, la luce, può sondare il buio, questo sconcertante pozzo del non essere, ma nella sua immaterialità è mezzo e non fine del vedere. Unopera giocata quindi su un corto circuito mentale: lirica evocazione visiva della dimora dellinquietudine. |
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Raniero
Berardinelli Urlo 1997 Olio su tela cm 50x50 |
Raniero Berardinelli, nato a Roma nel 1974, vive a Roma e a Venezia. Dopo gli studi universitari si è dedicato a tempo pieno alla pittura. La cadenza è quella di un acceso neoespressionismo, che si esprime attraverso unaggressione cromatica che strappa dal buio solo i tratti sommari. La protesta contro lalienazione del reale si esprime come violenta protesta del vedere. Lo spazio è vischiosa dimensione del buio da cui la luce estrae brani mutili di realtà. Lo sfondo ha il colore |
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Leonardo
Caboni Partenza al crepuscolo 1997 Olio su tavola cm 80x100 |
Leonardo Caboni, nato a Roma nel 1960, vive a Grottaferrata (Roma). Si è diplomato in pittura allAccademia di Belle Arti di Roma. Uninquadratura dal taglio cinematografico, come un classico della filmografia americana è il tema del viaggio intrapreso in auto attraverso un paesaggio deserto che si fa metafora del vuoto esistenziale. Una pittura che esibisce ascendenze cinematografiche anche nel linguaggio che utilizza per la messa a fuoco del reale, caricato di unespressività, cromatica e prospettica, che supera la scontata apparenza del quotidiano pur ripercorrendone le forme. |
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Leonardo
Canella Luogo estense 1998 Acrilico su tela cm 50x50 |
Leonardo Canella, nato a Bologna nel 1971, vive a Ferrara. Si è diplomato allAccademia di Belle Arti di Bologna ed è laureando in lettere moderne. Il luogo è quello incantato di un improbabile altrove: cittadella dove il tempo si è arroccato a difesa del sogno o di una favola antica. Lontano dallinvadente aggressività delle immagini pubblicitarie, volgari arazzi dei nostri spazi urbani, lontano dal fluire inarrestabile delle immagini video, lontano dalle cantilene ossessive dei jingles. E non importa se il tratto delicato rivela una forma dove lassurdo ha la definita compiutezza di una realtà inventata. |
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Alfredo
Cannata Tariffa week-end 1997 Olio su tela cm 50x60 |
Alfredo Cannata, nato ad Adrano (Catania) nel 1961. Dopo aver vissuto per un po di anni allestero, soprattutto in Brasile, si è stabilito a Milano. Un fotogramma del silenzio, una pittura dove il racconto del reale imbocca i binari della neo-metafisica. Il reale non è infatti ritratto naturalisticamente, come vibrante effusione di luce su forme-volume, ma attraverso la sua sintetica riduzione a disegno delle forme. Le immagini si articolano così attraverso la trama sintetica di una linea che ne ripercorre i confini netti, tesi, mentre il colore sfuma artificiosamente. Si produce così unastrazione dalla realtà, che diviene ridotta a mentale visibilità. |
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Enrico
Cazzaniga Indicazioni 1998 Tecnica mista su tela cm 150x100 |
Enrico Cazzaniga, nato a Mariano Comense nel 1966, vive a Cabiate (Como). Dopo la maturità artistica ha frequentato i corsi superiori di disegno presso la Fondazione Antonio Ratti, a Como. Lestraniamento, unallarmante decontestualizzazione è sempre il primo passo verso lastrazione, intendendo per astrazione non tanto leliminazione di un referente oggettivo per limmagine, quanto una condizione anomala del vedere in grado di restituire intatto il mistero delle cose. Per me non vi è nulla di astratto; peraltro ritengo che non vi sia nulla di più surreale, nulla di più astratto del reale: così affermava nel 1957 Giorgio Morandi, lartista che forse meglio di ogni altro ha fissato il suo sguardo sulle ineffabili movenze delle cose. |
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Susanna
De Bernardi Corpo 1997 Olio su carta cm 150x80 |
Susanna De Bernardi, nata a Novara nel 1969, vive a Milano. Si è diplomata allAccademia di Belle Arti di Brera. Il corpo come luogo dellio, come arcano simulacro dellessere: osservato, studiato per cercare di carpire il segreto dellincomprensibile immaterialità che racchiude. Unimmagine dolorosa, tormentata, livida, che ostenta la propria precaria fisicità di carne in instabile equilibrio tra nascita e morte, tra luce e tenebre. Fugace apparizione sul filo del buio, che nelle membra diafane fa trasparire la propria vulnerabilità: la leggerezza dellessere è davvero insostenibile. |
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Stefania
Di Bussolo Forme alterate 1997 Tecnica mista su tela cm 80x100 |
Stefania Di Bussolo, nata a Campobasso nel 1966, vive a Pescara. Ha già alle spalle un discreto percorso espositivo. Una luce abbacinante, che vivifica le forme di un alfabeto arcano, eppure evocante. Impercettibile fremito dellessere affacciato sullabisso del tempo. La mia opera è una nuova figurazione utopistica scaturita da una lunga riflessione pittorica, lessenza di un lavoro ricercato con lesperienza, nel tempo. Creazione di nuove vibrazioni sia tonali che segniche, ricerca delloggetto quotidiano. |
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Giancarlo
Gelsomino Intanto lasciami vagare / e cogliere bacche selvagge / per estinguere lamore di te / sui tuoi sentieri, o terra. (E.M.) 1998 Tecnica mista su legno scolpito cm 130x81 |
Giancarlo Gelsomino, nato a Varazze (Savona) nel 1958. Si è diplomato allAccademia di Belle Arti di Genova. Dal 1994 si è trasferito in Australia. Ha unintensa attività espositiva sia in Italia sia allestero. Il dipinto non è più la soglia dellimmaginario, il diaframma virtuale tra il reale e la dimensione del fantastico, dove anche lallusione al vero è pur sempre illusione. Il dipinto non è nemmeno visualizzazione dellarcano, ma tavola attraverso la quale accedere ai luoghi delloltre. Lartista si fa sciamano in grado di suggerire le vie per penetrarvi: ironia di una macabra liturgia inventata. |
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Marina
Giordano Giochi d'acqua 1997 Olio su tela cm 100x70 |
Marina Giordano, nata a Gallarate (Varese) nel 1962, vive a Pelago (Firenze). Si è diplomata a Milano, allAccademia di Brera. Oltre che alla pittura si dedica professionalmente allindustrial design. Il paesaggio non è occasione di un minuto racconto del reale, pronto a indulgere nei particolari, ma progetto di lineare sintesi del vedere. Ecco perché il risultato è quello di una riduzione dellimmagine a sotteso tracciato formale, in cui il reale si propone ormai come riferimento ideale. |
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Ilaria
Lucini Architettura 1998 Tecnica mista su tela cm 135x100 |
Ilaria Lucini, nata a Saronno (Varese) nel 1976, vive a Ceriano Laghetto (Milano). Frequenta il quarto anno di pittura allAccademia di Belle Arti di Como. Larchitettura non è in questo caso pretesto per unindagine sulla forma dello spazio, né racconto articolato dellabitare. Il colore traccia nel buio delle forme che si presentano come potenti travature del reale. Filari di un tempo inventato che delimitano uno scenario mentale. |
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Paolo
Mamone Capria Il naufragio della petroliera 1995 Olio su tela cm 50x60 |
Paolo Mamone Capria è nato nel 1964 a Napoli, dove vive. Si è laureato in Storia dellarte contemporanea e ha frequentato lAccademia di Belle Arti di Napoli. La petroliera naufraga mentre la storia del naufragio sprofonda in un abisso temporale. Il linguaggio pittorico neoprimitivo fa accedere il racconto di un episodio di cronaca nel territorio del mito: memoria tellurica di un passato improbabile. |
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Alice
Mantovani Suora 1997 Olio su tela cm 100x70 |
Alice Mantovani, nata nel 1964 a Milano, dove vive. Laureata in lettere, diplomata allAccademia di Belle Arti di Brera, frequenta ora la facoltà di filosofia. Ha una notevole esperienza espositiva. Un racconto ironico, dipinto con la preziosa ingenuità formale di un assurdo ex voto. La malizia di quel dito punita, lanima salvata dalle due apparizioni, invocate, la pelle bianca bianca di nuovo avvilita dal viluppo grigio della veste. I piedi sono tornati per terra, ma lordinata geometria delle piastrelle del convento è scossa da un fremito lieve che è il sospiro ambiguo di un sogno represso. Il pavimento, come la nuvola a ovatta sotto la testa del Santo e della Vergine, eleva la suorina alla santità di quei corpi negati. |
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Patrizia
Masserini Immenso 1998 Olio su tela cm 70x90 |
Patrizia Masserini, nata a Gazzaniga (Bergamo) nel 1960, vive a Bergamo. Ha già alle spalle un lungo curriculum espositivo. Una visione che sembra estrapolata dal flusso di immagini che attraversa il monitor di un computer, teso a captare il tam tam della tribù internettiana. Un esempio di nuova poesia della visione, giocata non sullantica soavità dei chiaroscuri, ma sulla netta scrittura della luce, che irradia le sue linee rette a tessere un reticolo vibrante sotto la vaporosità del cielo. Spettrogramma di un tramonto rilevato da un volo che non è più solo sognato. |
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Francesco
Merletti Volo notturno 1998 Matita su carta cm 25,5x24,5 |
Francesco Merletti, nato a Brescia nel 1966, si è diplomato in pittura allAccademia di Brera. Vive e lavora a Brescia. Dopo la facile enfasi dei megaformati, la malizia dellaerografo, la calcolata esibizione della trasgressione, da un po di anni assistiamo in pittura al recupero di suggestioni più fini, di linguaggi tecnici connaturati al tracciato paziente del segno, come lincisione o il disegno. Francesco Merletti si muove in questa direzione. Il suo mondo affiora in minuscole superfici, rifiuta la persuasione del colore e con il soffice nero della matita crea immagini dove la suggestione è quella del silenzio, del vuoto. Il suo è un volo notturno sognato, che si avventura nei meandri dellio. |
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Armando
Mezzadri Barbie-girl 1997 Fondotinta, mascara, rossetto e olio su tela cm 117x90 |
Armando Mezzadri, nato a Montevideo (Uruguay) nel 1957, si è diplomato allAccademia di Belle Arti di Bologna. Vive e lavora a Parma. Una figurazione che ironizza abilmente sullimmagine femminile. Donna-bambola, giocattolo allegramente perverso, dipinto con gli stessi strumenti di unestetica comunemente accettata, che si sovrappone allessere cancellandone la preziosa unicità. Miraggio di irraggiungibile perfezione che marcia alla luce prepotente di un set fotografico. |
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Daniela
Musa Il sesto giorno 1998 Tecnica mista su tela su tela cm 150x85 |
Daniela Musa, nata nel 1973 a Como, dove vive. Frequenta lultimo anno di Pittura allAccademia di Belle Arti di Como. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Il giorno della creazione delluomo, ancora viluppo indistinto, impasto di materia e spirito, terra e aria, luce e ombra. Lemergere faticoso di una larva figurale dal vortice dellindistinto, dal colare tedioso del tempo. |
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Antenore
Rovesti Solo i superficiali non giudicano dalle apparenze 1997 Olio su tela cm 110x80 |
Antenore Rovesti è nato nel 1958 a Parma, dove vive. È attivo anche nel campo dellorganizzazione di manifestazioni artistiche. Una figurazione che esibisce ascendenze pop: in un connubio felice tra iperrealismo e grafica pubblicitaria. Il portato verbale del titolo sovrappone allagiografia del visibile la corrosione ironica tipica di Rovesti, che ha imparato a giocare con le immagini del nostro tempo, con i miti del consumismo, con un tempo che consuma in fretta anche le proprie immagini. |
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Gianluca
Salvati Senza titolo 1998 Olio su tela cm 70x50 |
Gianluca Salvati, nato a Napoli nel 1968, dove vive. È iscritto allAccademia di Belle Arti di Napoli. Una visione allucinata, dove la descrizione delle forme è lasciata alla scrittura abbreviata del colore, che si dispone in aree violentemente contrapposte. Tra figura e spazio il dialogo è serrato: le sbarre alla finestra, la riquadratura bianca alle spalle delluomo disegnano un tracciato emotivo ad alta tensione. Una figurazione che procede dai graffiti metropolitani allo spazio ridotto del quadro, senza rinunciare alla sua tipica, tesa eloquenza. |
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Francesco
Sani Senza titolo 1995 Olio su tela cm 80x120 |
Francesco Sani, nato a Genova nel 1962, dove vive. Dopo la laurea in Lettere moderne ha frequentato lAccademia Ligustica di Belle Arti e i corsi di specializzazione dell École des Beaux Arts di Parigi, iniziando ad esporre nel 1994. Immagini in sequenza, un vagabondaggio nellassurdo, in una dimensione surreale che sarebbe piaciuta a Buzzati. La sequenza non è temporale, ma ubbidisce alle leggi arcane dellapparizione magica o a quelle, difficilmente ripercorribili, della fulminea associazione mentale. Immagini emblematiche, come la scala sospesa, il bersaglio, la finestra nel buio, si alternano ad altre dalla dimensione più narrativa, nella cornice mentale di una quieta sospensione del tempo. |
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Alessandro
Taiana Bacinella 1998 Pastello su carta cm 80x65 |
Alessandro Taiana, nato nel 1967 a Como, vive a Capiago Intimiano (Como). Si è diplomato in Pittura allAccademia di Belle Arti di Brera. La scelta del pastello ha il sapore di una sfida alla materialità dellimmagine. Il pastello, pulverulento, opaco, viene forzato a ritrarre il bagliore di superfici smaltate che si riflettono su un muro rivestito di lucide piastrelle. La definizione iperrealistica si decanta in una visione che ha la sottile poesia di un frammento del quotidiano, ricostruito attraverso la paziente stesura della polvere del pastello, metafora della consistenza effimera delle cose. |
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Alberto
Vigna La perfezione 1998 Tecnica mista su tela cm 70x70 |
Alberto Vigna, nato nel 1981 a Torino, vive a Robbiate (Lecco). Frequenta il terzo anno del liceo artistico. Bozzolo dellessere che esibisce larroganza della perfezione nel nitore del suo profilo che si contrappone al brulichio di segni della superficie circostante. Unevocazione neoprimitiva che ha il sapore di unesplorazione nei territori dellinvisibile ma, non per questo, necessariamente irreale. |
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Ranieri
Wanderlingh Trudy 1997 Olio su tela cm 33x60 |
Ranieri Wanderlingh, nato a Roma nel 1961, vive a Messina. Dopo essersi diplomato allAccademia di Belle Arti di Messina, si dedica alla pittura e alla scultura. Ha già una lunga esperienza espositiva. Ancora una trasposizione dal graffito metropolitano alla pittura. Campiture nette, delimitate da un segno che percorre, con la metafisicità della linea, i confini di unimmagine che protesta la propria appartenenza al fantastico. Trudy, da soffice peluche, si è trasformato in un inquietante babau, pronto a ghermirci con i suoi artigli. Una visionarietà tesa ad arco tra la favola e il fumetto. |
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Studio di levriero italiano 1997 olio su tela cm 80x100 |
Andrea Zucchi è nato nel 1964 a Milano, dove vive. Ha iniziato a dipingere come autodidatta. Successivamente ha frequentato un corso triennale di illustrazione presso lIstituto Europeo di Design di Milano. Ha esposto sia in Italia sia allestero. La ricerca di una nuova sintesi del vedere, che finalmente fonda segno e colore. Tra linea e superficie Zucchi allaccia un dialogo serrato che tenta una soluzione della vecchia antitesi astrazione - figurazione. La realtà pittorica è comunque una metarealtà, la definita materialità di unimmagine è sempre proiezione virtuale dellio. Non resta che abbandonarsi con gioia allesperienza antica, eppure irripetibile, di un volo nellimmaginario. |
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Color