Quarta
Edizione
1999 |
Il verbale della Giuria
La giuria della quarta edizione del Premio Morlotti - Imbersago, formata da Ernesto Treccani (pittore - presidente), Piero Leddi (pittore), Giancarlo Consonni (poeta), Antonello Negri (critico d'arte), Marina Pizziolo (critico d'arte), Piero Leddi (Presidente Parco Adda Nord) e Filippo Panzeri (sindaco di Imbersago), con la presidenza onoraria di Anna Morlotti, dopo attenta valutazione e approfondito esame delle 154 candidature pervenute, selezionava i 30 finalisti pubblicati nel catalogo catalogo, che venivano invitati a esporre nella sede espositiva del Comune di Imbersago.
La giuria riunitasi nuovamente domenica 2 maggio 1999 alle ore 15 procedeva quindi all'esame diretto delle opere pervenute, pronunciandosi come segue circa l'assegnazione dei premi. Ai tre premi ex aequo previsti dal bando, pari a 2 milione di lire ciascuno, ne veniva aggiunto un'altro dello stesso importo.
Il Premio Morlotti - Imbersago 1999 è assegnato a Luca Pignatelli per l'opera Ricognizione (1999, olio su tela) che meglio interpreta la premessa ideale di questo Premio, per l'originale elaborazione di un racconto della realtà capace di proporre una nuova suggestione del vedere. Luca Pignatelli riceve la medaglia d'oro del Premio e 3 milioni di lire.
Dario Arcidiacono, con l'opera Human Gorgo : per la spregiudicata messa a punto di un codice espressivo;
Vincenzo Cosenza, con l'opera E il mio tavolo diventò un'aquilone: per la poetica commistione di segno e colore;
Anna Keen, con l'opera I.C. Firenze-Roma: per una pittura che assapora nuove possibilità del vedere;
Alessandro Papari, con l'opera Tram: per una figurazione che sa trovare le forme per una denuncia aggiornata del dramma esistenziale. All'artista, come riconoscimento extra, va una medaglia d'oro anziché d'argento.
Tutti i premi comportano l'acquisizione dell'opera da parte del Comune di Imbersago per la costituenda Pinacoteca Civica.
La Giuria ha deciso infine di segnalare i seguenti artisti: Sara Bowyer, Alberta Intelisano, Davide Le Grazie e Mario Salina.
Infine ha deciso che, dal 12 al 20 giugno 1999, nella sede espositiva del Parco Adda Nord, Villa Gina a Trezzo sull'Adda, verrà allestita una mostra che presenterà i dipinti premiati e una selezione delle opere finaliste.

Il catalogo della quarta edizione
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Luca
Pignatelli
Ricognizione
1999
Olio
su tela
cm 100x150 |
Luca Pignatelli è nato nel 1962 a Milano, dove tuttora vive. Figlio darte, ha alle spalle un lungo e prestigioso curriculum espositivo, sia in Italia sia allestero.
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Dario
Arcidiacono
Human Gorgo
1999
Acrilico su 5 lastre di plexiglas
cm 42x43 |
Dario Arcidiacono, nato nel 1967 a Catania, vive a Milano. Dopo aver frequentato la Scuola darte applicata allindustria del Castello Sforzesco, ha lavorato in unagenzia pubblicitaria come Art junior. Ha già un brillante passato espositivo. Fa parte del gruppo Ultrapop.
Ultrapop è letichetta scelta da un gruppo di artisti (Arcidiacono, Curreri, Sorrentino e Virlinzi, presenti in questa mostra) che si riconosce in una formula i cui ingredienti sono: 70% ultrapopular subculture e 30% good taste. La sottocultura a cui Arcidiacono attinge è quella del fumetto, specialmente quello di fantascienza. Nella sua pittura la volontà di superare la lezione della pop art si rivela nel modo in cui utilizza il codice del fumetto, che non è mai pretesto per una denuncia formale delle mitologie del consumismo e della rarefazione culturale della nostra società, ma ludica affermazione di una spregiudicata possibilità di linguaggio. |
Vincenzo
Cosenza
E il mio tavolo diventò un'aquilone
1999
Tecnica mista su carta
cm 95x140 |
Vincenzo Cosenza, nato a Pozzuoli (Napoli) nel 1967, vive a Poggiomarino (Napoli). Si è diplomato in Pittura allAccademia di Belle Arti di Napoli.
Questo dipinto fa parte di un ciclo pittorico che Cosenza, artista attento al tracciato del segno, ha voluto dedicare al tavolo. Il tavolo inteso come luogo della socialità, come luogo della mediazione o semplicemente come porzione di piano elevata e, per questo, capace di isolare il fenomeno che su questo piano si svolge. Questa volta il tavolo diviene il pretesto per unincursione del colore nel fantastico. Lo spazio è come sempre asintattico: uno spazio costruito per sottrazione, disegnato dallinquietante accensione di squarci di luce che sono in realtà erosioni del colore. |
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Anna
Keen
I.C. Firenze-Roma
1996
Olio su tela
cm 65x100 |
Sarah Bowyer, nata in Inghilterra nel 1975, è cresciuta in Estremo Oriente e si è quindi trasferita da qualche anno a Torino. In Italia ha già ordinato diverse personali.
Fino allanno scorso questa giovanissima artista, peraltro già ben inserita nel panorama dellarte delle ultime generazioni, risolveva i volti in caleidoscopiche maschere. I volti scomparivano sotto arcane decorazioni pseudo tribali o si dissolvevano in evanescenze di paesaggi esotici. In questopera però il volto umano sembra aver riconquistato piena visibilità. Le sovrascritture cromatiche non valgono infatti come cancellature, ma come emanazione dellio, ubbidendo alla funzione di sottolineare la carica spirituale del personaggio ritratto.
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Alessandro
Papari
Tram
1998
Olio su tela
cm 60x60
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Alessandro Papari è nato a Napoli nel 1971, dove vive. Si è diplomato in pittura allAccademia di Belle Arti di Napoli. Parallelamente allattività di pittore ha lavorato come illustratore per alcune case editrici.
Il tram che avanza irrompe con il suo colore nel buio della notte. La nudità fatta balenare allinterno del veicolo si fa paradigma della fragilità dellesistere, misura del nostro inquieto divenire. Lartificio tecnologico non basta a vincere le antiche paure delluomo: è tragica corazza che, come le lamiere del tram, può solo cingere i nostri corpi nudi, in un abbraccio freddo che profuma di morte. Una figurazione incisiva, che sa trovare le forme per una denuncia aggiornata del dramma esistenziale.
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Angelo
Borgese
Senza titolo
1999
Tecnica mista su carta da rivista cinese
cm 50x35
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Angelo Borgese, nato a Catania nel 1966, vive a Misano Adriatico (Rimini). Si è diplomato in pittura allAccademia di Belle Arti di Urbino e ha già alle spalle un discreto curriculum espositivo.
Lintervento pittorico di Borgese è un intervento che gioca dichiaratamente sulle proprietà allusive del supporto: in questo caso pagine di una rivista cinese. La cronaca delle storie degli uomini assurge alla storia solo grazie alla scrittura, ma lalfabeto cinese, per noi occidentali, scade a pittogramma indecifrabile. Lequivalenza al segno puramente grafico delle sovrapposizioni cromatiche riduce la parola alla sua valenza formale. La ricerca è quella di una sostanzialità estetica che vorrebbe rifuggire da letture contenutistiche, ma in realtà si fa metafora dei nostri misteri.
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Sarah
Bowyer
Sathya Sai Baba
1998
Acrilico su tela
cm 100x70
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Sarah Bowyer, nata in Inghilterra nel 1975, è cresciuta in Estremo Oriente e si è quindi trasferita da qualche anno a Torino. In Italia ha già ordinato diverse personali.
Fino allanno scorso questa giovanissima artista, peraltro già ben inserita nel panorama dellarte delle ultime generazioni, risolveva i volti in caleidoscopiche maschere. I volti scomparivano sotto arcane decorazioni pseudo tribali o si dissolvevano in evanescenze di paesaggi esotici. In questopera però il volto umano sembra aver riconquistato piena visibilità. Le sovrascritture cromatiche non valgono infatti come cancellature, ma come emanazione dellio, ubbidendo alla funzione di sottolineare la carica spirituale del personaggio ritratto.
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Silvia
Carcano
"Si danno a terra suprema / avviluppati come serpi furiosi, / finché l'un sorga e sotto l'altro frema" (Cesare Pavese)
1999
Olio su tela
cm 100x80
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Silvia Carcano, nata a Milano nel 1975, vive a Garbagnate Milanese. Dopo aver conseguito il diploma di pittura e restauro presso lAccademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, lavora come restauratrice.
In questo dipinto la materia sfugge alla definizione del segno, eppure la ricerca non vuole esaurirsi nella possibilità di effusione lirica del colore, lontano dalla possibilità di allacciare un colloquio compiuto con chi guarda. Senza nascondersi dietro il conveniente alibi del senza-titolo, lartista sovrappone allora un tracciato verbale - i versi di Cesare Pavese - allindeterminazione descrittiva dellopera, fornendo così una precisa indicazione di lettura.
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Enrico
Cazzaniga
Sogno
1998
Olio e stucco su tavola
cm 50x50
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Enrico Cazzaniga, nato a Mariano Comense nel 1966, vive a Cabiate (Como). Dopo la maturità artistica ha frequentato i corsi superiori di disegno presso la Fondazione Antonio Ratti, a Como.
Mimando possibilità espressive proprie della tecnica fotografica, lartista ricerca in questo caso uninterpretazione del volto umano capace di suggerire una visione onirica. Il volto si deforma in unintensa maschera colta a distanza ravvicinata. Il linguaggio di Cazzaniga è teso a ripercorrere le forme del visibile, caricandole però di unautonoma valenza grazie ad unelaborazione dellimmagine la cui natura risente degli aggiornamenti tecnologici.
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Giovanni
Cerri
Fantasma apolide
1999
Tecnica mista su tela
cm 60x80
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Giovanni Cerri è nato nel 1969 a Milano, dove vive e lavora. Figlio darte, la sua formazione è avvenuta frequentando fin da giovanissimo gli studi di vari artisti. Parallelamente allattività artistica si occupa di organizzazione di mostre.
Umano e artificiale, come sinonimi di vita e morte. Luomo è degradato però in alterata proiezione di unimmagine che sembra captata dal flusso video che ci attraversa: fantasma apolide, che ha perduto i contatti con il mondo cui apparteneva. Così come il relitto dauto sullo sfondo è il residuo dolorosamente paraorganico dellambito prodotto che era. Quella di Cerri è una fantastica esplorazione in una dimensione post urbana, carica di riferimenti alla cultura cyber e underground.
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Giordano
Curreri
Lao dance
1998
Acrilico su tela
cm 70x50
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Giordano Curreri, nato a Genova nel 1967, vive a Milano. Dopo aver frequentato la Scuola di Grafica del Castello Sforzesco, a Milano, lavora in pubblicità come art director. Ha già alle spalle un discreto curriculum espositivo. Fa parte del gruppo Ultrapop.
Il linguaggio di Curreri sa ripercorrere le forme della comunicazione metropolitana underground, in una provocatoria contaminazione di vari codici espressivi. Lo spazio del dipinto subisce quasi sempre una partizione, come avviene nelle strips dei fumetti: partizione mimata in questo caso dalla rappresentazione dellasta attorno a cui si svolge la lap dance. I corpi esibiscono la duttilità e la fantastica commistione di paraumano tipica dei cartoons, con le altrettanto tipiche anomale sproporzioni tra i vari personaggi, che animano uno spazio capace di rivelare improvvisamente unimpaginazione aprospettica.
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Susanna
Debernardi
Sema - soma n. 2
1998
Fotografia e tecnica mista su carta
cm 29x12 cadauno
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Susanna Debernardi, nata a Novara nel 1969, vive a Milano. Si è diplomata allAccademia di Belle Arti di Brera.
Da alcuni anni il corpo rappresenta per Debernardi il fulcro di una ricerca volta ad indagare lessenza delluomo. La forma umana non è però nel caso di questartista pretesto per una ricognizione estetica o per unanalisi delle possibilità di un gesto, ma ha il valore di archetipo formale. La numerazione ascrive lopera riprodotta alla serialità di un ciclo. Sema, in linguistica, è lunità minima di senso in cui un lessema, una parola, è scomponibile. Soma vale invece per corpo, in greco. Questopera propone dunque una scomposizione del corpo umano, compiuta fino al termine ultimo: evocato da quello che potrebbe essere il forte ingrandimento del dettaglio di un fotogramma, che cancella lidentità del particolare ritratto.
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Fabrice
de Nola
Sarto indiano in rete - dittico
1996
Olio su tela - pannello destro
Stampa su carta del negativo fotografico del dipinto - pannello sinistro
cm 40x40
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Fabrice de Nola, nato a Messina nel 1964, vive a Roma. Ha partecipato a moltissime mostre, in Italia e allestero.
È uninvenzione dellarte contemporanea quella di affidare alla fotografia lidentità di unopera immateriale: performance, installazioni, happenings, accedono alla memoria grazie alle fotografie che hanno documentato il loro fugace apparire. Loperazione di de Nola però è diversa. Ha dipinto un quadro figurato in maniera del tutto tradizionale, olio su tela: ma lo ha dipinto ribaltandone i colori, come si trattasse di un negativo fotografico. Quindi ha accostato al dipinto la sua riproduzione fotografica al negativo. Il risultato è unintrigante gioco concettuale. Il positivo sembra il negativo e il negativo sembra il positivo. Il dipinto sembra una foto, la foto sembra il quadro vero. Tra lopera e la sua immagine scatta un corto circuito che si sovrappone a quello del portato verbale.
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Luca
Giacobbe
In giallo
1998
Olio su tela
cm 47x34
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Luca Giacobbe, nato a Venezia nel 1966, vive a Firenze dove ha frequentato lAccademia di Belle Arti, diplomandosi in scultura e pittura. Ha partecipato a varie esposizioni.
La superficie del dipinto, nel caso di Giacobbe, non designa un piano di apparizione: non è schermo dove avviene la proiezione di unimmagine che può attenere alla sfera del visibile o dellinvisibile, come avviene nelle ricerche improntate ad un registro figurale o formale, o meglio, iconico e aniconico, per usare una terminologia più aggiornata. Sul fondo giallo si modula semplicemente una scansione del nero che assume valore segnico. Il ritmo del segno diventa memoria di un gesto che assolve in pieno la sua funzione autoreferenziale: non addita cioè alcuna ragione che non sia la sua stessa cadenza.
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Alberta
Intelisano
Il golfo dall'alto
1998
Acrilico su tela
cm 60x80
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Alberta Intelisano, nata a Paola (Cosenza) nel 1959, vive a Chiari (Brescia). Dopo aver frequentato lAccademia di Belle Arti di Carrara e aver seguito vari corsi di specializzazione in calcografia, insegna Educazione visiva.
Intelisano, in arte semplicemente Alberta, rappresenta una felice anomalia nel panorama dellarte giovane, dominata da un estremo presenzialismo che spesso brucia tante promesse sul rogo del mercato. Schiva, conduce da anni una solitaria ricerca che lha portata a maturare un linguaggio che, se ubbidisce da una parte a una sua misura interiore, esibisce dallaltra le sue radici culturali nelle declinazioni espressioniste degli ultimi decenni. La cifra che predilige è quella notturna, la pennellata, larga e sinuosa, percorre i contorni delle cose senza indulgere in inutili definizioni.
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Alessandro
La Motta
Il fiume
1998
Tecnica mista su rame
cm 25x45
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Alessandro La Motta è nato a Rimini nel 1966, dove vive. Diplomatosi allAccademia di Belle Arti di Bologna, divide la sua attività tra pittura e scenografia.
Una minuta raffigurazione, una rapida impressione che dà vita a un paesaggio che ha il sapore di uno scorcio aperto sullalba del tempo. Lartista ha utilizzato come supporto una sottile lastra di rame, su cui è poi intervenuto con il colore. È questo procedimento tecnico la ragione della particolare vitalità dellimmagine, che ritrova nel bagliore del rame una luce naturalmente calda.
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Davide
Le Grazie
Senza titolo
1998
Matita acquarellata su carta
cm 12,5x15,5
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Davide Le Grazie è nato a Torino nel 1972, dove vive. Autodidatta, ha partecipato a varie manifestazioni artistiche ottenendo numerosi riconoscimenti. Nel 1998 è stato tra i finalisti del Premio Arte, organizzato dalla rivista Arte di Mondadori.
Larte contemporanea si lascia spesso sedurre dalla magniloquenza dei grandi formati, dalla sontuosità del colore. Eppure, a volte, proprio un formato ridotto e un azzeramento cromatico può fornire le coordinate per un racconto visuale capace di riproporre lincanto del frammento. È quello che accade in questo piccolo disegno a matita, che rinuncia anche ad avvalersi della suggestione poetica di un titolo. Lesito è una scheggia di natura, alterata da presidi urbani, che sa collocarsi nella memoria di ognuno di noi.
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Rossano
Liberatore
Nell'aria d'inverno - preludio
1998
Olio su tela
cm 60x40
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Rossano Liberatore, nato a Maratea (Potenza) nel 1969, vive a Roma dove si è diplomato allAccademia di Belle Arti. Ha alle spalle un discreto curriculum espositivo.
Il visibile non è necessariamente dotazione del reale: può anche percorrere i profili dellineffabile. La dimensione di questopera è, in effetti, onirica, fantastica. Le forme sembrano ubbidire al rigore delle leggi fisiche ma, ad una più attenta osservazione, lassurdo si rivela. Liberatore utilizza per le sue composizioni la trama della visione ordinaria, che viene però piegata allevidenza di una diversa corporeità dellimmagine. Leffetto è quello di un mistero straniante. La leggerezza dei volumi e delle forme è metafora della precarietà e fragilità della vita.
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Raffaele
Maddaluno
Premuta d'argento
1993
Tecnica mista su carta
cm 150x90
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Raffaele Maddaluno è nato nel 1962 a Napoli, dove vive. Si è diplomato allAccademia di Belle Arti di Napoli, dove dal 1991 è titolare della cattedra di pittura. Ha un lungo curriculum espositivo.
Gli oggetti non sono i termini primi di una trama pittorica che attiene alla realtà, ma sono utilizzati in modo estraniante. La disposizione spaziale degli oggetti e i valori cromatici rivelano unopzione non naturalistica, che è chiarita, infatti, dal portato verbale del titolo. La volontà dellartista, in questo dipinto, non è infatti quella di descrivere un ambiente reale, ma di utilizzare il lessico del reale per impartire unaltra lezione: quella di una diversa, fantasiosa possibilità del vedere. Evidente è la provocatoria allusione ai meccanismi visivi e verbali della pubblicità.
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Francesco
Merletti
Alice o il sorriso
1999
Olio su tela
cm 120x100
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Francesco Merletti, nato a Brescia nel 1966, si è diplomato in pittura allAccademia di Brera. Vive e lavora a Brescia. Ha un discreto curriculum espositivo.
Merletti si dedica da qualche tempo a una figurazione in cui potente è il richiamo formale a certi valori pittorici degli anni Venti e Trenta di questo secolo: dallassorta fisicità di Casorati, alla nitida volumetria di Ubaldo Oppi. Lesito però non è quello di un realismo magico, ossia di una declinazione del reale volta a rivelarne la sottesa magia. Il racconto del reale viene infatti bruscamente interrotto dallapparizione di quelle piccole nubi, che giocano tra levidente leggerezza e laltrettanto evidente loro turgore plastico. Inquietante perturbazione che attraversa un pacato scenario del vero.
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Raffaele
Minotto
Figura - luce - pianta
1999
Olio su tavola
cm 120x100
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Raffaele Minotto è nato nel 1969 a Padova, dove vive. Si è diplomato in pittura allAccademia di Belle Arti di Venezia. Ha partecipato a esposizioni di rilievo, sia in Italia sia allestero, ottenendo vari riconoscimenti.
Lo spazio torna ad essere sintattico, la figura riacquista la sua identità fisica, la pittura torna ad essere riduzione della realtà al segno e al colore. Minotto sente lurgenza di un recupero della figura, del corpo, del riferimento sensoriale ha scritto recentemente Giorgio Segato ma sente anche che la restituzione non è evento esaltante e che la realtà esistenziale non illuminata da idealità forti, da utopie mobilitanti ha un suo tragico squallore, una sua drammaticità atmosferica. Uomo e natura abitano uno spazio percorso dalla luce come da una carica di energia primordiale, espressa da un drammatico all over figurale.
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Piergiorgio
Panelli
Serpente rosso
1998
Olio su tela
cm 100x70
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Piergiorgio Panelli è nato nel 1961 a Casale Monferrato (Alessandria), dove vive. Si è specializzato allUniversità di Torino in Storia dellarte moderna. È sia pittore sia critico darte.
È la volontà dellartista ad assegnare a quelle tavole dellapparire che sono i dipinti il valore di immagine del visibile o dellinvisibile. la strada scelta da Panelli è quella dellallusione. La sua pittura non vuole esaurirsi in pura proposta cromatica, in fantasia informale, ma cerca una via diversa per raccontare la realtà: una realtà, beninteso, che attiene a un universo esclusivamente mentale.
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Simicia
Rudina
Le tre amiche
1998
Acrilico su tela
cm 100x100
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Simicija Rudina, nata a Scutari in Albania nel 1972, vive a Modena. Dopo essersi diplomata in pittura allAccademia di Belle Arti di Tirana (Albania), si è specializzata in Fashion design a Modena. Ha alle spalle un lungo curriculum espositivo, maturato sia in Albania sia in Italia.
La vibrante stesura del colore disegna uno spazio che vale come emanazione del movimento delle tre figure. Il racconto figurale indugia nella descrizione di dettagli fisici (abbigliamento, acconciature) e di movenze, funzionali alla resa di unatmosfera che è quella del rituale giovanile del ballo. Londulazione cromatica che modula lo sfondo è scia del vedere, effetto del vorticoso roteare delle figure. Un universo al femminile che si propone come narcisistico emblema di una possibilità di autosufficienza.
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Mario
Salina
La sorgente
1998
Acrilico su tela su tela
cm 110x95
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Mario Salina, nato a Mozzanica (Bergamo) nel 1963, vive e lavora a Milano. Dopo essersi diplomato allAccademia di Brera, ha maturato una brillante esperienza espositiva.
Salina è un artista che avevamo imparato a conoscere per lindagine accanita attorno ad oggetti che la quotidianità relega nel banale e solo grazie ad unosservazione attenta possono ambire a riacquistare dignità visiva. Oggi percorre unaltra via. Se prima gli oggetti navigavano in uno spazio vuoto, necessario per ridar loro presenza, oggi lo spazio è divorato da un segno gioioso e filante, che trascrive il panorama della nostra esperienza nel registro di una storia che si diverte ad ostentare un linguaggio primitivo, inventato dallartista come rivendicata chance di libertà espressiva.
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Tina
Sgrò
Stufa
1999
Olio su tela
cm 50x80
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Tina Sgrò è nata nel 1972 a Reggio Calabria, dove si è diplomata allAccademia di Belle Arti e tuttora vive.
Unoperazione di recupero estetico. La scelta di un oggetto volutamente dimesso attribuisce al dipinto il valore di esplorazione di una periferia del vedere. La possibilità di racconto nasce dallosservazione: non esistono oggetti dotati di dignità estetica, ma solo unintenzionalità estetica, intesa come volontà di indagine.
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Antonio
Sorrentino
Bastiano il mutante
1998
Acrilico su tela
cm 100x120
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Antonio Sorrentino, nato a Catania nel 1969, vive a Milano. Diplomatosi allIstituto Europeo di Design, a Milano, lavora come art director. Ha già alle spalle un discreto percorso espositivo. Fa parte del gruppo Ultrapop.
Unirruzione nel fantastico, in quel mondo dove il reale trova i profili lineari del disegno, dove assume i turgidi volumi che nei cartoons sono lesito di un indispensabile processo di semplificazione formale. La scansione delle forme nega la modulazione delle ombre e si articola per campiture nette. Reale e fantastico si fondono in un micidiale mix. Non la realtà, ma il disegno della realtà è quello che sta a cuore a Sorrentino: un disegno che rifiuta il virtuosismo della bella pittura, ma attinge alle suggestioni di una generazione che ha saputo far tesoro della sottocultura propinatagli per deviare la sua voglia di nuovo.
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Yasuko
Sugyama
Fiore o nuvole
1997
Tecnica mista su tela
cm 80x80
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Yasuko Sugiyama, nata nel 1961 a Chiba (Giappone), vive a Carrara e a Milano. Dopo la laurea in Pittura allUniversità di Belle Arti Musashino di Tokyo (Giappone), ha accumulato una notevole esperienza espositiva sia in Giappone sia in Italia.
La lirica declamazione di un segno suadente, che percorre lo spazio del dipinto, non ubbidisce a ragioni puramente formali. Sempre voglio esprimere unenergia che è nelluniverso ha scritto Yasuko: il vento e lacqua che scorre sono energie, ma lo è anche il fiore che cresce, il germogliare della vegetazione. Il segno si rivela dunque, nella pittura di questa giovane giapponese da qualche anno presente in Italia, festoso dipanarsi di una valenza embrionale. Il richiamo alla definizione della realtà è ridondante, Fiori o nuvole, non fa differenza: quello che conta è aver isolato la matrice del divenire, nella fragile pulsazione di un segno che ha invaso lo spazio.
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Francesco
Toniutti
Tigre verde - violetta
1998
Olio su tavola
cm 80x60
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Francesco Toniutti è nato nel 1964 a Bollate (Milano), dove vive. Si è diplomato in pittura allAccademia di Brera. Ha un lungo e prestigioso curriculum espositivo.
Un fuoco negli occhi è il titolo dellultima mostra di Toniutti, che ha presentato una straordinaria galleria di ritratti di animali, colti a distanza ravvicinata. Lo spazio del quadro è ingombrato dallaggressiva presenza di una tigre: dico ingombrato perché limpressione è che una tigre prema il suo muso cercando di varcare il limite rassicurante (per losservatore) del profilo del quadro. È questo taglio dellimmagine a fare della tavola non la rappresentazione parziale di quella tigre, ma il luogo di un passaggio ritrovato verso una dimensione altra. Rivelata dallabisso magnetico di quegli occhi in cui divampa ancora quel brandello di fuoco che ci portiamo nel cuore.
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Sandra Virlinzi
Carmela
1998
Acrilico su tela
cm 70x30
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Sandra Virlinzi, nata a Catania nel 1973, vive a Milano. Con Arcidiacono, Curreri e Sorrentino, fa parte del gruppo Ultrapop.
Ancora una ludica esplorazione delluniverso del fantastico. Un universo che è popolato spesso da presenze animali e vegetali, che agiscono però in maniera umanoide, appagando così la nostra aspettativa di un mondo esterno animato a nostra immagine. Le forme sembrano gonfiate nella plastica e si contendono lo spazio del quadro, ristretto da una sagoma anomala che ne rivela la duttilità dimensionale. Nel gruppo Ultrapop Virlinzi è forse la componente che usa la mediazione formale del fumetto senza ironia, ma come convinta possibilità di un diverso parlare.
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Pietro
Zuccaro
Mater eccelsia
1998
Olio su tela
cm 120x90
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Pietro Zuccaro è nato a Catania nel 1967, dove vive. Nella stessa città si è diplomato allAccademia di Belle Arti. Dal 1992 ha unintensa attività espositiva.
Il rapporto che lega Zuccaro alla realtà è quello della suggestione del colore. Lo spazio del dipinto pullula di pennellate che si dispongono secondo un ordito che rifugge dalla banale compiutezza della narrazione. Il colore vale come decantata essenza del vedere, prognosi di un avvenimento situato oltre la rassicurante compagine delle normali coordinate del nostro spazio. Non per questo, però, lallusione è ad una realtà solo immaginata. Levidenza della croce, sul sostrato materico, si pone infatti in dichiarata assonanza concettuale con il titolo.
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