Ottava
edizione

2003

Premio Morlotti: ottavo appuntamento

Anche quest’anno siamo giunti a questo appuntamento con l’arte con grande gioia ed entusiasmo.
L’Amministrazione comunale di Imbersago sente sempre più di avere, in questi anni, attraverso il sostegno dato all’espressività artistica, portato nella comunità uno spunto di approfondimento ed un aspetto culturale di livello assai elevato.
Il nostro Premio Morlotti ha assunto, nel contesto delle manifestazioni legate all’arte, un notevole rilievo nazionale; ne è prova il grande e qualificato numero di artisti che chiedono di partecipare alla selezione per poter così entrare, con le loro opere, nella mostra e nel catalogo.
In questa edizione si è voluto maggiormente qualificare l’impostazione del Premio attraverso una più precisa scelta del campo espressivo collegato più specificamente al figurativo. Anche se il campo di applicazione artistica sembrava più settoriale, si sono avuti oltre 400 artisti che hanno inviato la documentazione delle loro opere per partecipare alla selezione primaria. Da ciò la riconferma di quale e quanta attenzione ha presso gli artisti il nostro Premio di pittura.
Osservando a ritroso, l’excursus delle varie edizioni, possiamo affermare che il Comune di Imbersago, a tutt’oggi, può offrire alla comunità un patrimonio artistico di notevole dimensione attraverso l’avvenuta acquisizione, attraverso il premio “Morlotti-Imbersago”, di oltre 40 opere di altrettanti artisti.
Da questa semplice constatazione cresce il nostro impegno per ultimare la realizzazione di quanto già in precedenza previsto: sono infatti ripresi i lavori per il secondo lotto di quello che sarà il degno “contenitore” di queste opere, l’edificio che dovrà divenire il fulcro della comunicazione: la “mediateca”.
Con questa denominazione, il complesso edilizio che era stato concepito come pinacoteca viene ora maggiormente focalizzato nella sua accezione migliore e cioè nella funzione assai più interessante di interazione tra tutte le varie manifestazioni della comunicazione: da quella visiva a quella musicale, dalla biblioteca alla ludoteca, dalla sala interattiva alla pinacoteca.
Si vuole quindi portare, all’interno del centro storico del paese e in stretta connessione con il polo scolastico che si trova immediatamente adiacente a questa nuova struttura, il centro della “vita culturale” della nostra comunità.
Nello stesso edificio scolastico, ampliato con la struttura della palestra, del refettorio e della sala d’informatica, l’Amministrazione comunale ha determinato che venisse elaborato, sul lato nord della palestra, un murale di notevole dimensione, chiamando, per tale impegno, un’artista già presente nelle selezioni passate del Premio Morlotti-Imbersago.
Questo contributo artistico è stato voluto per rimarcare, se ve ne fosse bisogno, quanto “didattica” possa essere l’arte e quanto l’espressione artistica sia fondamentale nella crescita spirituale dei ragazzi.
Siamo convinti infatti che la civiltà e la crescita morale passi attraverso l’ambiente in cui si sviluppa il vivere comune e la conoscenza.
Riteniamo che uno degli elementi fondamentali di riflessione e di emozione sia l’arte ed è da questo che deriva lo stimolo per una ricerca tesa a rendere sempre più “abituale” convivere con essa.
I bambini, quindi, anche nei momenti di maggiore espressività fisica avranno, osservando l’opera d’arte dipinta sulla grande parete della palestra, un rimando estetico di notevole intensità e nello stesso tempo assorbiranno l’energia che solo il frutto dell’espressione artistica è capace di rimandare.
Vogliamo poter portare nel quotidiano la fruizione dell’arte che non può e non vuole essere “depositata” in un ambito statico, museale.
A questo principio, riteniamo, si debba ispirare il concetto di “mediateca”, una struttura capace di affrontare il complesso e articolato tema della “comunicazione”, che non deve essere una pura trasmissione di informazioni, come ci ha ormai appiattito il sistema dei nostri “media”, ma una ricerca personale o di gruppo che affronti, in forma interdisciplinare, il mondo delle più varie speculazioni intellettuali: dall’arte alla musica, dalla letteratura alla poesia, dal gioco alla pièce teatrale.
Nell’ampio “contenitore” mediateca, il fruitore si troverà immerso in un’atmosfera piena di stimoli culturali: leggere un libro, sentire un CD, seguire un ludico percorso didattico, sarà “nobilitato” dalla presenza continua ed entusiasmante delle opere d’arte lasciateci in eredità dal Premio Morlotti-Imbersago.
Con questi pensieri ed intenti, nel ringraziare la commissione esaminatrice, tutti i cittadini ed operatori economici che ci hanno aiutato, congratulandoci con tutti gli artisti che hanno voluto cimentarsi in questa selezione, l’Amministrazione comunale si ripromette di poter giungere alla prossima edizione del premio Morlotti- Imbersago con ultimati i lavori della nostra Mediateca, dando così corpo definitivo al polo “scolastico-culturale”, che riteniamo essenziale per una sempre migliore qualità del vivere nella nostra comunità

Il Sindaco
Filippo Panzeri




Una figurazione esplicita

Siamo all’ottava edizione. L’arte, oggi, agisce in un mondo nel quale sempre di più la guerra e i guasti dell’economia, i fanatismi e la violenza, l’appiattimento e l’involgarimento delle culture sembrano trionfare.
Sarà forse anche per questo che proprio nell’arte contemporanea - e particolarmente in pittura - da tempo si è manifestata una sorta di afasia, di estraneità, di incapacità a comunicare davvero, al punto che alcuni la ritengono morta, tramontata, solo ludica o decorativa? Può darsi. Quel che è certo, tuttavia, è che, dopo decenni di sassolini e legnetti per terra, di stanze vuote, di video sfocati e noiosissimi che avevano sostituito tele e colori nelle Gallerie e nei Musei d’arte contemporanea, la pittura sta tornando di attualità. E lo fa non solo sul versante dell’effimero, dell’edonismo, dell’ornamentale, ma anche sul piano di un impegno culturale e di una responsabilità lirica all’altezza dei tempi.
Il nostro Premio si caratterizza appunto in quest’ultima direzione, tendendo a incoraggiare tra i giovani artisti in modo particolare le più diverse forme di una trattazione figurativa esplicita. Una figurazione, o meglio una combinazione infinita di figurazioni, capaci di riscoprire liricamente la realtà delle cose e dell’esistenza raccontando, svelando, alludendo, in un gioco di passioni e di seduzioni, di testimonianze e di metafore, di contemplazione e di commozione. Figurazioni capaci di combinare il gusto della forma con l’intensità dell’espressione, gli spessori della tradizione con la vertigine della ricerca.
E dunque, senza volere indicare formule espressive precise né stili formali precostituiti, questa nostra iniziativa tende a costituire un banco di prova per giovani pittori figurativi che operano in Italia, impegnandosi a scoprire tra loro quelli che meglio operano su questo piano di esplorazione e di rinnovamento della pittura di immagine e dell’iconico più contemporaneo.
Parlare di figurativo e di figurazione oggi è parlare di qualcosa di vecchio, di rivolto al passato, di conservatore? Niente di più sbagliato. Partiamo, infatti, da una constatazione molto semplice. Non è vero che la pittura va da un punto basso a un punto alto su una scala di evoluzione. Non è vero, cioè, che i cambiamenti, il succedersi delle mode espressive, la ricerca di cose mai fatte in arte rappresenti di per sé una crescita, un progresso, un miglioramento. Che l’arte, insomma, sia analoga per esempio alla scienza, dove le ricerche e le scoperte si seguono l’una con l’altra, e la più nuova dipende da quella che l’ha preceduta, via via verso una conoscenza sempre maggiore, verso l’incremento della cultura scientifica del mondo. No, in arte (ma anche in poesia, in letteratura o in filosofia ) le cose non funzionano così. È una attività umana, esercizio di creatività e d’immaginario diciamo “circolare”, ritornante su se stesso, legato al destino antropologico della nostra specie, in cui nulla si scopre e nulla si inventa, e dove dunque ogni apparente novità vale, in termini umani, quanto ciò che apparentemente è invecchiato. Le differenze, i giudizi, il successo sono dettati solo da filtri artificiali e contingenti, dall’andamento del mercato, dal gioco combinato di poteri e influenze attive nel momento. Da sistemi - infine - di avvalorazione delle opere, delle idee, della qualità, oggi molto distanti dal sentire comune, assolutamente impermeabili, perfettamente autoreferenziati.

Anche quest’anno, dunque, abbiamo offerto una selezionata chance espositiva a pittori emergenti, nel segno di una pittura fuori dalle mode culturali, capace di definire un ambito di ricerca autonoma.
I giovani artisti infatti sono gli esploratori del sensibile e del fantastico. Il loro terreno è quello estetico e poetico, sul quale precedono (aprendo e indicando le piste della fantasia come fossero appunto esploratori in avanscoperta) gli orientamenti diffusi della sensibilità e dell’immaginario di massa. Essi sentono che la testimonianza dell’arte deve potersi esprimere seguendo proprie vene interiori, senza doversi adeguare a tendenze precostituite; deve potere sviluppare ricerche, sentimenti, istanze e intuizioni senza seguire orientamenti obbligati.
Dunque una iniziativa come questa, che nel nome di Morlotti da anni viene esplorando la pittura italiana delle generazioni giovani alla ricerca di nuove dimensioni del figurare poeticamente responsabile, non è solo benvenuta ma è necessaria. Rappresenta un durevole gesto concreto, significativo, attivo di reazione e di costruzione rispetto a ciò che vorrebbe imporsi come unica attualità legittimata. Un atto d’amore verso la molteplice verità lirica della vita e della natura e, insieme, un atto di fiducia verso la pittura contemporanea e le sue immagini.

Giorgio Seveso




Il verbale della Giuria

La giuria della ottava edizione del Premio Morlotti - Imbersago, formata da Ernesto Treccani (pittore - Presidente), Giorgio Seveso (giornalista e critico d’arte - Direttore artistico), Gabriele Mazzotta (editore), Giancarlo Consonni (poeta), Renato Galbusera (pittore e docente all’Accademia di Belle Arti), Chiara Bonfanti (assessore alla cultura della Provincia di Lecco), Filippo Panzeri (sindaco di Imbersago), con la presidenza onoraria di Anna Morlotti, dopo attenta valutazione e approfondito esame delle 440 candidature pervenute, ha selezionato i 30 finalisti presentati da questo catalogo, che sono stati invitati a inviare le loro opere per la mostra nella suggestiva cornice della Villa Castelbarco a Imbersago.

La giuria, riunitasi nuovamente il 13 aprile alle ore 15, ha quindi proceduto all’esame diretto delle opere pervenute dai 30 artisti invitati, pronunciandosi come segue circa l’assegnazione dei premi.

La medaglia d’oro del Premio Morlotti-Imbersago 2003 è assegnata a Angela Maltoni per l’opera “La piega nel corpo” (riprodotta in copertina) che meglio interpreta la premessa ideale di questo Premio, con una pittura in cui questa giovane ma già matura artista mostra una capacità straordinaria di trasfigurare la figura umana verso un vortice aspro e oscuro di angoscia, illuminandola di un crudo lampo di poesia. Angela Maltoni riceve la medaglia d’oro del Premio e un premio-acquisto di 3.000 euro. Il dipinto resta di proprietà del Comune di Imbersago e troverà collocazione nella costituenda Pinacoteca Civica.

Considerata anche quest’anno la qualità e la varietà dei concorrenti, ai due ulteriori premi-acquisto in palio vengono aggiunti altri due premi-acquisto d’identico valore. I seguenti quattro artisti vengono dunque premiati ex aequo con 1.500 euro ciascuno. Si tratta di Silvia Del Grosso, Christian Frisoni, Barbara Galbiati e Nicola Villa.

Sono stati inoltre presi in particolare considerazione altri sei artisti che ricevono una segnalazione di speciale distinzione e incoraggiamento per le loro qualità. Sono Vincenzo Cosenza, Valentina Galletta, Luigi Leonidi, Marco Luzi, Francesco Pasculli e Tina Sgrò.

Dopo la rassegna dei trenta artisti selezionati a Villa Castelbarco, la mostra dei premiati e dei segnalati si terrà presso la Galleria Montrasio, in via Brera 5 a Milano, dal 18 al 28 giugno 2003.


Il catalogo dell'ottava edizione



Le immagini della premiazione e della mostra in Villa Castelbarco

Angela
Maltoni

Le pieghe nel corpo
2003
olio su tela
cm 130 x 100

Angela Maltoni è nata a Forlì nel 1979. Dopo il Diploma all’Istituto d’Arte di Forlì, attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha tenuto la sua prima mostra personale nel 1999.

Fisionomie stravolte, come traversate da ferite senza remissione o allucinate da un indicibile stupore. C’è in questa giovane ma già matura artista una capacità straordinaria di trasfigurare la figura umana verso un vortice aspro e oscuro di angoscia, illuminandola di un crudo lampo di poesia incandescente e disperata.

Silvia
Del Grosso

Il tulipano
2000, tempera, pigmento, fotocopie, carta velina, grafite su tela, cm. 110x145

È nata a Chiavenna nel 1978, vive a Piuro (Sondrio). Dopo la Maturità Scientifica e quella Artistica, si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Como. La sua prima personale è del 2001.

L’esplorazione delle possibilità espressive dei materiali più diversi è una delle chiavi di volta della sua ricerca, intenta a una poetica sospesa tra radici antropologiche e riflessioni sul tema dell’identità.

Christian
Frisoni

Dispetto
2003, olio su tela, cm. 90x150

Christian Frisoni è nato a San Marino nel 1973. Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico di Rimini, ha cominciato a esporre nel 2001. Una sua opera è stata selezionata per la Biennale dei giovani artisti d’Europa, che si terrà in Atene a giugno di quest’anno.

Nel taglio esplicitamente fotografico delle morfologie rappresentate c’è una pittura agile e disinvolta, che si fonda su un energico senso dell’impaginazione e della composizione dell’immagine.

Barbara
Galbiati

Pagine Gialle 1999-2000
2002, tempere acriliche su tela, cm. 40x40

Barbara Galbiati è nata a Milano nel 1967. Dopo l’Accademia di Brera ha svolto attività didattica come assistente al corso di Pittura dell’Accademia Carrara di Bergamo. Ha collaborato con Piero Leddi e Umberto Faini alla realizzazione di affreschi e dipinti murali.

L’autrice osserva, immagina e descrive composizioni dove il libro, suo tema prediletto, metafora di saperi e memorie, assume un suo suggestivo ruolo centrale all’interno di una pittura già sapiente e calibrata.

Nicola Villa

Gioco senza gioia
2002, tecnica mista su tela, cm. 100x80

Nicola Villa è nato a Lecco nel 1976, dove vive. Al termine degli studi classici si iscrive ad Architettura presso il Politecnico di Milano e nello stesso periodo comincia ad esporre. La sua prima personale è del 1999.

Disseccata, prosciugata d’essenze, ridotta a pura quinta teatrale, a larvale scenografia, la realtà è la traccia metaforica in cui si inscrivono gli enigmi e le contraddizioni dell’esistenza.

Vincenzo
Cosenza

L’astronauta n.3
2002, tecnica mista su tela, cm. 130x150

Vincenzo Cosenza è nato a Pozzuoli (Napoli) nel 1967, e ha conseguito il Diploma di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1991. Vive e lavora a Poggiomarino (Napoli).

Un gesto espressivo dilavato e trasfigurante, in cui la figura umana, centro di ogni inquietudine e di ogni struggimento, appare sempre in precario equilibrio tra chiarità e ombra, tra descrizione e allusività.

Valentina Galletta

Senza titolo
2003, olio su tela, cm. 60x60

Valentina Galletta è nata a Morbegno (Sondrio) nel 1981. Dopo il Liceo Artistico, frequenta il terzo anno dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Vive, studia e lavora a Milano.

Gli oggetti della cronaca quotidiana divengono, nell’immaginario dell’artista, il termine di riferimento definitivo, ultimo ed esaustivo per una pittura dello sguardo che trova la sua cifra definendo assorti scenari della realtà.

Luigi
Leonidi

La resa all’&Mac189; n.2
2003, olio su tela, cm. 100x120

È nato a Bologna nel 1970, dove vive e opera. Diplomatosi Perito Meccanico nel 1991, si iscrive dopo un periodo di lavoro a un corso di grafica su computer Macintosh e poi, nel 1999, al corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2000 ha vinto un Premio Arte Mondadori.

Un mondo pittorico ironico, tenero, sarcastico, che dai personaggi dell’immaginario televisivo e dei comics ricava un suo accento amaro, impietosamente incombente, già pienamente risolto e maturo.

Marco
Luzi

Studio per figura
2002, olio su tela, cm. 45x50

È nato a Civitanova Marche nel 1970, dove vive e lavora. Dopo due anni di Liceo Classico, si diploma al Liceo artistico di Porto San Giorgio. Attualmente, concluso un periodo di lavoro presso uno studio pubblicitario di Cervia, si dedica completamente alla pittura.

Intenso, assorto, istintivamente e vigorosamente “classico” questo giovane artista marchigiano viene mettendo a fuoco in questi anni una sua pittura di risolta qualità lirica e formale, verso un realismo poetico che ha già tutti i segni della pienezza.

Francesco
Pasculli

Solitudine lirica
2002, tecnica mista su juta, cm. 75,5x70,5

È nato a Rimini nel 1972, dove si è diplomato presso il Liceo Artistico nel 1991. Nel 1995 ha conseguito il Diploma di Pittura all’Accademia di belle Arti di Ravenna. Espone dal 1994.

Una visione scabra e impietosa della natura, dove i campi, i bassi orizzonti, le zolle prosciugate dai venti e dalle stagioni evocano una dimensione contemplativa più mentale che paesaggistica. Come una sorta di desertificazione immanente, quasi metafora di questi nostri giorni difficili.

Tina Sgrò

Alcova
2003, olio su tela, cm. 100x70


Tina Sgrò è nata nel 1972 a Reggio Calabria, dove si è diplomata all’Accade-mia di Belle Arti e dove vive e lavora.

Questa pittura nervosa e sensibile si carica di valenze esistenziali, memorie domestiche minimali, spazi del vivere percorsi da brividi e sussulti lirici capaci di splendide soluzioni plastiche

Aronne Almasio

Paesaggio (Le rocce e la neve)
2003, olio e acrilici su carta intelata, cm. 50x60

È nato a Magenta (Milano) nel 1979, dove vive. Dopo il Diploma presso il Liceo Artistico di Novara, frequenta il corso di Pittura dell’Accademia di Brera a Milano. Ha cominciato a esporre nel 2000.

Il tema del paesaggio viene affrontato, qui, fuori da ogni possibile retorica o pittoricismo vedutistico, in termini di vivace energia espressiva, di impulsivo e penetrante lirismo.

Francesca Aristei

Santa Maria della Pietà
2002, tempera su tela, cm. 46x63

È nata a Roma nel 1977, dove vive e lavora. Dopo il Liceo Classico ha conseguito il Diploma di decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha esposto per la prima volta nel 2002.

La sua figurazione si carica di riferimenti colti, percorsi da una affettuosa rilettura del paesaggismo. È tuttavia attualissima e assai suggestiva una sua inquietudine sottile, una rastremazione della visione capace di richiamare una atmosfera sospesa, quasi metafisica.

Mario Balsamo

Due passi sull’acqua
2002, olio su tela, cm. 110x150

È nato a Milano nel 1967. Ha studiato come grafico pubblicitario e, come pittore, ha iniziato a esporre nel 1998. Vive e lavora dal 1996 a Castelnuovo di Porto, piccolo paese alle porte di Roma.

Una pittura sicura, precisa, senza trucchi o artifizi, quasi “convenzionale”, ma capace, per suoi interni misteri d’immaginario, per sue intime ricette d’invenzione, di giungere efficacemente a sottili, enigmatiche evocazioni liriche.

Angelo Bellobono

What are we doing
2002, acrilici su tela, cm. 80x80

Angelo Bellobono è nato a Nettuno (Roma) nel 1964. Vive e lavora a Roma. Pittoricamente autodidatta, dopo la laurea in Scienze motorie all’Isef, si trasferisce negli Usa e poi in Francia. La sua prima personale è del 1991.

Un pittore che racconta le atmosfere allucinate e incomunicanti del nostro tempo, tra gli avari e aspri colori di un inquietante reportage metropolitano.

Daniela Benedetti

Dei ricordi rimane il riflesso. Delle parole il silenzio
2002, olio collage e grafite su tavola, cm. 50x70

Daniela Benedetti è nata a Piacenza nel 1979 dove vive e lavora. Dopo il Liceo Artistico, a marzo di quest’anno si è diplomata in Pittura con 110 e lode presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Uno sguardo assorto e preciso sul mondo, sul suo caos di incomunicabilità e di solitudini. Ecco lo spazio che avvolge queste immagini, cariche di memorie, di apparizioni, di melanconia.

Raniero Berardinelli

Finalmente a casa
2002, spray e pennarelli su tela, cm. 35x35

È nato a Roma nel 1974, dove vive. Dopo il Liceo Classico e gli studi universitari compiuti tra Roma e Venezia si è dedicato a tempo pieno alla pittura. Dal 2002 è assistente della pittrice Titina Maselli. Ha iniziato a esporre nel 1997.

Riprendendo con pregnante disinvoltura l’attualità della pittura spray e il gusto del graffitismo urbano, l’artista ci propone un mondo di personaggi “radiografizzati” come dice lui stesso, una galleria di animali antropomorfi che mimano le nostre realtà esistenziali tra brucianti sarcasmi e lucide invenzioni.

Barbara Bonfilio

No war
2002, olio su tavola, cm.90x120

Barbara Bonfilio è nata a Belvedere Marittimo (Cosenza) nel 1969. Vive e lavora a Torino, dove si è diplomata all’Accademia Albertina di Belle Arti nel 2000.

Ritratti e autoritratti in cui la pittura ritrova un suo gentile ma spiccato protagonismo figurativo, richiamando la cronaca delle cose e del mondo

Antonio Chiavoni

Vicolo
2002, olio su tela, cm. 100x70

È nato a Teramo nel 1981. Vive e lavora a Isola del Gran Sasso (Teramo). Si dedica alla pittura dopo gli studi classici. I suoi primi lavori sono del 1996, e la sua prima mostra personale è del 1999.

Una concreta e robusta impalcatura figurativa fa da sfondo a questa ricerca dai forti valori plastici, capace di evocare una atmosfera di sospensione e di stupore, metafora di un distacco quasi filosofico dalla fenomenologia del reale.

Roberto Delle Cese

Assi sintattici
1999, combining xerox collage acrilici su carta intelata, cm. 80x60

È nato a Roma nel 1972. Dopo il Liceo Artistico si laurea in Storia dell’Arte con 110 e lode alla Sapienza di Roma. La sua prima mostra significativa si è tenuta a San Paolo del Brasile nel 1998. Vive e lavora a Roma.

Nelle sue opere la realtà viene citata tramite lo scompaginamento e la ricombinazione di brani, frammenti, tessere diverse sottratte al mondo circostante e usate come sensibile materiale d’espressione.

Fiorella Limido

Istinto - 2002, olio su carta, cm. 90x24

È nata a Tradate (Varese) nel 1973. Dopo il Diploma del Liceo Artistico si è diplomata in Pittura e Restauro all’Accademia di Belle Arti di Como nel 1998, con 110 e lode e una tesi in Anatomia artistica. Attualmente insegna presso il Liceo Artistico Giovanni XXIII di Milano. La sua prima personale è del 1999.

In bilico tra le concretezze della terra e della natura, da un lato, e, dall’altro, l’urgenza delle pure sensazioni, il lavoro di questa giovane artista si pone al margine estremo della figurazione, in un territorio evocativo lirico e disincarnato.

Renzo Marasca

Senza titolo
2003, acrilici e carboncino su tela, cm. 100x120

È nato nel 1974 a Jesi (Ancona). Si è diplomato presso l’Istituto Statale d’Arte di Ancona, specializzandosi poi in restauro e decorazione murale. Tiene la sua prima personale nel 2001.

Energica, persino brutale, la sua mano descrive d’impulso la figura umana come torsione metaforica delle costrizioni e delle asprezze della storia, riscoprendo la rinnovata attualità di un espressionismo violento e dolente.

Salvatore Melillo

Way-in n.1
2002, olio su tela, cm. 100x110

È nato a Napoli nel 1978, dove si è diplomato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti e dove vive e lavora. Ha esposto per la prima volta nel 1998.

Tra torride torsioni espressionistiche e l’oggettivazione “banalizzante” della popart si colloca questa personale e già convincente linea di figurazione, capace di una penetrante ricerca nelle ragioni del racconto per immmagini.

Guido Morelli

Pineta
2001, olio su tela, cm. 70x100

È nato a La Spezia nel 1967. Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Carrara, e la sua prima personale è del 1992. Da alcuni anni collabora per la didattica con il Museo Ricci Oddi di Piacenza, dove oggi vive e lavora.

Il paesaggio diviene per l’artista l’occasione di affrontare la misura e il senso di una riflessione sulla forma, sui rapporti tra linea e volume, tra colore e segno, in una visione del paesaggio, dunque, squisitamente mentale, quasi filosofica.

Eliana Petrizzi

Defy me
2002, olio su tavola, cm. 45x55

È nata ad Avellino nel 1972. Dopo la Maturità Artistica si è laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo “Storia della critica d’arte” all’Università di Fisciano (Salerno). Ha esposto per la prima volta nel 1995.

Ambigua e spiazzante, sottilmente erotica, allarmante, misteriosa, questa pittura ferma in un gesto ieratico il mito della bellezza, lo congela nell’istante di una immobilità appassionata, tra l’eco lontana di un enigma e la colta estraneazione dell’allegoria.

Alessandro Roma

Senza titolo
2002, olio e smalti su tela, cm. 100x100

Alessandro Roma è nato a Milano nel 1977, dove si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Vive e lavora a Lungavilla (Pavia). La sua prima mostra personale è del 2000.

Tracce, brani, frammenti di realtà lacerati e ricomposti in un ordine assolutamente soggettivo e rigorosamente emozionale, per ri-costruire un senso da dare alle cose, una loro oggettiva consistenza fenomenica.

Giovanni Sanna

I due secchi blu
2003, olio su tavola, cm. 70x100

È nato a nel 1977 a Sassari, dove ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso l’Istituto d’Arte e il Diploma di pittura all’Accademia di belle Arti. Vive e lavora a Porto Torres.

Un giovane artista che guarda la natura e i luoghi della vita quotidiana con gli strumenti di una pittura pacata e sicura, nella riscoperta della tradizione del Novecento tra contemplazione, memoria e nostalgia.

Stefano Seraglio

Spiegando ad Andrea un suo possibile impiego
2003, matite pastelli a olio e fuoco su carta intelata, cm. 100x100

È nato a Vicenza nel 1975. Dopo il Liceo Artistico si è diplomato in Discipline pittoriche all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Vive e lavora a Caldogno (Vicenza).

In maniera gustosa e attenta, come un antropologo o un naturalista, il pittore osserva tra gentili ironie e acuta partecipazione la vita e l’habitat dell’animale-uomo, i suoi gesti, le sue manie, le sue mistificanti certezze e relatività.

Renato Stasi

Vasi 72
2003, olio su tela, cm. 99x99

È nato a Bologna nel 1971, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e dove studia pittura dal 1992 presso l’atelier del pittore Piero Fiori. Vive e lavora a Bologna.

L’incanto di una contemplazione scabra, essenziale, quasi morandiana, che unisce al silenzio delle composizioni il fascino sottile ed equilibrato della forma.

Xochitl Soledad
Valderrama Girardi

Senza titolo
2003, acrilici su tela, cm. 120x80

Xochitl Soledad Valderrama Girardi è nata a Torino nel 1979 e vive a Almese (TO). Dopo il Liceo Artistico si è diplomata all’Accademia Albertina di Torino con 110 e lode.

Una pittura sensibile e acuta, dai tratti formali già risolti e persuasivi, tesa oggi a cogliere nei volti il riflesso di una personale cronaca d’identità esistenziale

 

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