Il
regolamento
completo
della
nona
edizione

2004

Il Comune di Imbersago con il patrocinio della Provincia di Lecco, della Fondazione Corrente e del Parco Adda Nord bandisce la nona edizione del Premio di pittura Morlotti - Imbersago, riservato ai giovani artisti fino ai 40 anni.
Il Premio si è caratterizzato in questi anni nell’incoraggiare tra i giovani artisti le più diverse forme di una trattazione figurativa esplicita, promuovendo e stimolando all’interno della pluralità di linguaggi e tecniche dell’arte contemporanea scelte di pittura figurale capaci di continuare quella riscoperta lirica della realtà che avvinse Ennio Morlotti nei lunghi anni del suo soggiorno brianzolo a Imbersago.


La Giuria
La giuria, con la presidenza onoraria di Anna Morlotti, è così composta: Ernesto Treccani, pittore (presidente) / Giorgio Seveso, giornalista e critico d'arte (direttore artistico) / Renato Galbusera, pittore e docente dell’Accademia di BB.AA / Giancarlo Consonni, poeta / Chiara Bonfanti, assessore alla cultura della Provincia di Lecco / Filippo Panzeri, sindaco di Imbersago.


Modalità di partecipazione
Per concorrere (non ci sono modulo di iscrizione e quota partecipativa) è necessario far pervenire all'indirizzo in calce tassativamente entro il 13 marzo 2004 (tramite raccomandata, corriere, Posta Prioritaria o consegnando a mano direttamente agli uffici comunali - non vale il timbro postale-) le fotografie a colori (stampe di qualità professionale, preferibilmente in formato cm.18x24 - in caso di selezione dell'artista le foto verranno utilizzate per la pubblicazione sul catalogo-) di due opere disponibili per l'esposizione.
Ogni opera non dovrà superare 100 cm di base per 150 cm di altezza.
Sul retro di ciascuna fotografia andranno indicati i seguenti dati: nome, cognome, indirizzo e numero telefonico dell'autore, titolo dell'opera, anno di esecuzione, tecnica e supporto, dimensioni. La mancata o parziale indicazione dei dati richiesti determinerà l'esclusione dell'opera dal concorso.
Unitamente al materiale fotografico dovrà essere inviato un breve curriculum vitae e possibilmente cataloghi che documentino l’attività artistica.
La giuria selezionerà trenta artisti che verranno immediatamente contattati dalla segreteria del Premio e invitati a esporre le opere prescelte negli spazi espositivi presso la nuova Pinacoteca Civica del Comune di Imbersago.
Le opere (munite di attaccaglia, senza vetro e con nome dell'autore sul retro) dovranno essere consegnate personalmente o recapitate, porto franco e con adeguato imballo riutilizzabile per il ritorno, tassativamente entro il 27 marzo, all'indirizzo in calce.
I nomi dei trenta selezionati verranno anche pubblicati su questo sito Internet subito dopo la chiusura dei lavori della giuria.


La mostra e i premi
La mostra delle opere finaliste sarà illustrata da un catalogo che conterrà un testo critico generale, la riproduzione a colori dei dipinti e una breve presentazione di ogni artista. Copie di tale catalogo verranno inviate a critici, giornalisti e galleristi.
All'artista che avrà presentato l'opera che meglio interpreta lo spirito del concorso verrà assegnata la medaglia d'oro del Premio Morlotti - Imbersago 2004 e la somma di 3.000 Euro.
Il dipinto premiato resterà di proprietà del Comune di Imbersago e sarà destinato alla Pinacoteca Civica. La giuria assegnerà inoltre altri due premi acquisto ex aequo di 1.500 Euro ciascuno.


Premiazione e mostra
La premiazione avverrà in occasione dell'inaugurazione della mostra in data sabato 15 maggio 2004 alle ore 17. La mostra rimarrà aperta il giorno seguente, domenica 16 maggio in occasione del Mercatino dell’antico, con i seguenti orari: 9.30-18.30. Ulteriori date di apertura sono in fase di definizione.


Avvertenza
Il Comune di Imbersago, pur assicurando la massima diligenza nella custodia delle opere, non assume alcuna responsabilità per il rischio di incendio, furto e per qualsiasi altro danno, sia durante l'esposizione sia durante il trasporto, restando in facoltà dell'artista di assicurare personalmente i propri dipinti.
Il materiale fotografico e documentario inviato non potrà essere restituito, ma affluirà alla banca dati della costituenda Pinacoteca Civica.
L'invio delle fotografie comporta la piena accettazione del regolamento e del giudizio insindacabile della giuria.


Restituzione delle opere
Al termine della mostra le opere dovranno essere ritirate presso gli uffici comunali entro il 30 giugno con le seguenti modalità:
- personalmente dagli artisti o da un loro incaricato munito di delega scritta
- inviando, a proprie spese, un corriere che le ritiri munito di ordine scritto dall'artista.
Le opere non ritirate entro tale data resteranno di proprietà del Comune di Imbersago.
.
I
finalisti
della
nona edizione
2004
I trenta finalisti della nona edizione del premio:


BARTOLONE Antonella
Moncalieri TO


BORGESE Angelo
Misano Adr. RN


CALCAGNO Laetitia
Baronissi SA


CARINI Andrea
Milano


CECCOTTI Juri
San Casciano PI


FABBRIS Alessandro
Settimo Torinese TO


FORNARI Clara
Burago MI


FRISONI Christian
Cailungo RSM


GALBIATI Barbara
Milano


GONNELLI Federica
Capalle FI


GURNARI Massimo
Milano


ISACCHINI Riccardo
Firenze


LA MOTTA Paolo
– MEDAGLIA D'ARGENTO 2004
Napoli


LANZETTA Dario
San Felice del Benaco BS


MAGGINI Pier Paolo
Roma


MANDELLI Cristina
Torino


MARRANI Massimiliano
– MEDAGLIA D'ARGENTO 2004
Parma


ONTANO Carlo
Milano


PEDERSEN Anders Christian
Milano


PSENNER Lorenz
– MEDAGLIA D'ARGENTO 2004
Milano


ROVELLI Alessandra
– SEGNALAZIONE DELLA GIURIA
Rivolta d’Adda CR


RUSSO MARESCA Pasquale
– MEDAGLIA D'ORO 2004
Milano


SALINA Mario
Mozzanica BG


SANGIORGI Silvio
Siena


SUPRANI Remo
Ravenna


TALLARICO Egidia
Calolziocorte LC


TALLERINI Paolo
Santo Stefano Magra SP


TAMBURRO Marco
– SEGNALAZIONE DELLA GIURIA
Roma


TRECCHI Walter
– SEGNALAZIONE DELLA GIURIA
Torno CO


VENTURINI Sandra
Torino






Scandaglio
Un viaggio che continua

Alla fine del mio mandato mi piace introdurre questa pubblicazione che, per successive metafore (“diario di bordo”, “scandaglio”), vuole illustrare il viaggio che in questi nove anni noi abbiamo intrapreso.
Ed è proprio l’immagine di un grande mare, di grandi profondità, di sconfinati orizzonti che mi appare come l’elemento più rappresentativo di quello che è avvenuto in questi anni.
Ciò esemplifica assai bene quello che abbiamo potuto osservare: la vastità e la mutabile ricerca d’arte nelle opere dei pittori che hanno partecipato alle diverse edizioni del premio”Morlotti-Imbersago”.
Come per mare ci si avventura con grande ansia e desiderio, così ci si è avventurati in questo mondo espressivo rimanendo quasi attoniti di fronte ad espressioni d’arte, varie ma uniche, che rilanciano emozioni, moniti, denuncie.
Nel nostro piccolo paese si è assistito, per alcuni versi, alla condivisione di quello che, per larghi cerchi e per misteriosi percorsi, è il più importante e grande circuito artistico internazionale.
In questi anni in cui si sono succedute le edizioni del premio “Morlotti-Imbersago”, gli artisti ci hanno consegnato le chiavi di lettura del nostro tempo, con la loro sensibilissima essenza di interpreti delle dinamiche più inquietanti e delle denunce più graffianti.
è da qui che rimane fissata la tragedia di una guerra, la volgare espressione consumistica, l’assopimento delle coscienze: percepiamo nitida la sensazione di essere di fronte all’arte che getta un ponte verso “l’oltre”.
Questo fiume di percorsi ininterrotti ha prodotto la curiosità di conoscere l’evolversi del percorso personale degli artisti che hanno avuto maggiore rilievo nelle varie rassegne del nostro premio.
è infatti molto interessante osservare in questa rassegna antologica la mutazione e l’evoluzione dell’espressione artistica dei singoli pittori, la loro crescita nell’esperienza espressiva e nella ricerca.
Dalle visioni di queste opere, collegate tra loro dal filo della vita e della maturazione personale, veniamo confortati dalla netta sensazione delle crescite emozionali ed espressive di ogni singolo giovane artista.
L’esemplificazione del cammino di ricerca culturale dei giovani pittori avviene attraverso la presentazione, accanto all’opera premiata nel corso delle passate edizioni del nostro premio, di un opera che rappresenta l’ultima loro produzione, scegliendo, per meglio comprendere il percorso e la maturazione pittorica dei singoli artisti, di avvalerci della indispensabile consulenza dei critici che ci hanno accompagnato durante questi anni.
Questa rassegna antologica viene quindi vista come un’ulteriore occasione per una crescita culturale della nostra comunità.
Infatti io credo che nella nostra vita, pur non essendo noi artisti e capaci di esprimerci e di comunicare con la sensibilità e l’intelligenza propria della forma artistica, tutti noi siamo comunque influenzati dall’arte.
Ciascuno di noi ha coscienza di questo. Personalmente posso ricordare un aneddoto della mia vita legato in modo specifico allo stesso maestro Ennio Morlotti.
Questi, in una sua biografia, esprimeva su Imbersago un giudizio assai positivo ed importante: “io penso che a Imbersago comincia la mia storia”.
Certamente non sapevo nulla di questo scritto quando, ragazzino, passavo, con alcuni amici, ore dietro la schiena di quest’uomo che ascoltava in silenzio le voci della natura, scrutava i colori delle erbe e dell’acqua e, con decisione, affrontava la tela con il suo pennello.
Quante domande si accavallavano nella nostra mente giovane e curiosa, incapace di darsi forza per vincere la naturale soggezione del ragazzo di fronte a un uomo grande, a un uomo superiore.
Non si disse nulla anche quella volta che, a fine settembre, poco prima di ricominciare la scuola, il pittore si voltò dalla tela verso di noi e disse: “per l’anno prossimo ci vorrebbero dei girasoli”; poi si rigirò e riprese a dipingere.
Questi e tanti altri ricordi della vita di Morlotti nel nostro paese riaffiorarono in noi e in tanti cittadini di Imbersago quando, nel 1988, l’Ammini-strazione Comunale, su proposta degli allora consiglieri della minoranza socialista, determinò all’unanimità di conferire al pittore Ennio Morlotti la cittadinanza onoraria.
L’iniziale omaggio e riconoscimento al maestro trova la sua continuità con l’istituzione nel 1996, da parte della nostra Amministrazione Comunale, del premio annuale intitolato a Lui e all’inscindibile Suo connubio con Imbersago; un obiettivo, tra gli altri: aiutare nel suo nome l’affermazione di giovani artisti.
Tanti hanno creduto in questo progetto e ne hanno condiviso le molteplici finalità.
Tutti li ringrazio, a partire dal carissimo amico Giancarlo Consonni, professore universitario e poeta; mi presentò al maestro Ernesto Treccani, che vide con entusiasmo la nostra idea e accettò di diventare presidente della giuria
Con lui entrai nel mondo di Corrente e iniziò la produttiva collaborazione di Marina Pizziolo, critico d’arte, dei vari esperti componenti la giuria e, successivamente, di Giorgio Seveso.
Tutti li ringrazio per la disponibilità e la perizia, come, nell’ambito dell’Am-ministrazione, ringrazio il consigliere Nicolò Quirico per la fattiva collaborazione operativa.
Mi auguro che le prossime edizioni del nostro premio Morlotti-Imbersa-go portino alla luce altre esperienze pittoriche, altri giovani artisti trovino incoraggiamenti per la loro cresci-
ta dalla partecipazione al nostro “Morlotti-Imbersago” e la nostra Mediateca continui ad aumentare il suo patrimonio d’arte per la crescita culturale della nostra comunità e dei nostri
giovani.
Il Sindaco
Filippo Panzeri





Dai diari di bordo

Qual è il senso di una traversata? Il fatto di essere riusciti a tracciare una nuova rotta? Ma questo può succedere solo se la destinazione era già nota. O l’avere trovato un nuovo approdo, di là dal mare? E allora il rischio è che la ricerca di una meta ci abbia fatto perdere il senso del viaggio. E cercando dove arrivare non siamo stati capaci di vedere quello a cui passavamo accanto. Bene, quando siamo partiti, nel 1996, avevamo un grosso vantaggio: non sapevamo dove andare. Sapevamo solo la terra che avevamo alle spalle. Il paesaggio incantevole di Imbersago. E sapevamo una storia, quella di Ennio Morlotti, che da questo paesaggio aveva saputo trarre la linfa vitale della sua stagione più felice. “Io penso che ad Imbersago comincia la mia storia: meglio la coscienza di una mia storia”. È infatti lungo l’Adda, osservando quelle ripe alte, verdi, pulsanti di vita, osservando l’acqua mutevole del fiume, che Morlotti, uno degli artisti più importanti del nostro novecento, ha saputo trovare un modo nuovo per raccontare le forme antiche della natura. “Cominciai a sentire qualcosa di segreto e di misterioso. La realtà dietro le cose”.
Sapevamo dunque da dove partire: dalla possibilità di trovare una scrittura attuale del visibile, che rendesse conto del mutare dei tempi, ma non arrivasse a negare la possibilità di dare ancora un nome alle cose. Un nome comune e condividibile. Che è la base poi per poter raccontare anche la nostra storia di uomini e donne e bambini e vecchi catapultati agli albori di una nuova era, dove mentre tutto diventa globale non si capisce più qual è la nostra preziosa specificità e dove non si capisce perché quanto più siamo connessi tanto più siamo soli. Scrittori di esseemmesse abituati a digitare il silenzio, mentre la nostra vita troppo spesso pulsa in un vuoto emozionale, scandito dall’urgenza di un fare che ha smarrito le sue ragioni profonde. Ed ecco allora il mito del corpo e della sua eterna giovinezza, fragile baluardo eretto a nascondere la vergogna di un cuore incapace di slanci. Ecco il mito dell’efficienza, con il corollario della negazione di infanzia e vecchiaia: età inutili, perché inabili. Ecco un’umanità che nel nero totale degli abiti sembra esibire il suo lutto per quella gioia di cui è incapace. Una gioia barattata con un’ansiolitica serenità, costruita sulle ragioni della ragione, la libertà della solitudine, la perfezione del vuoto.
È vero non sapevamo dove andare, perché non volevamo cercare: volevamo essere liberi di trovare, gettando il nostro scandaglio in un mare che ci accontentavamo di navigare. Con la prima edizione tentammo di prendere il largo. Due sezioni, master e junior, e tre vincitori: Giulio Crisanti, Sara Rovellotti ed Egidia Tallarico. E poi Antonio Barberi, Anna Bianchi
e Adamo Iotti, premiati ex aequo, sempre nella se-zione master. Artisti validissimi. La loro esclusione dall’attuale rassegna non è frutto di un ripensamento critico, ma di quella precisazione, l’idea di riservare il Premio-Morlotti ai giovani artisti fino ai quarant’anni, che a partire dalla seconda edizione definì la nostra ricerca nel segno di un progetto. La precisazione di intenti rispondeva a un duplice obiettivo. Quello di offrire una selezionata chance espositiva a pittori emergenti - anche se alcuni degli artisti che parteciparono erano già decisamente affermati - e quello di costituire un osservatorio culturale, rigorosamente aperto al pubblico e agli operatori del settore, da cui rilevare le linee di tendenza dell’arte giovane.
Il risultato? Le somme segnano la fine di un’esperienza. E noi non vogliamo che sia così. Questa rassegna scrive una storia che non è finita. È il resoconto del nostro inquieto navigare. Ma siamo ancora per mare. I nocchieri si avvicendano (io e Giorgio Seveso), mentre l’equipaggio, collaudato, è sempre lo stesso, dall’ammiraglio Filippo Panzeri, agli ufficiali di bordo, i nostri giurati e l’insostituibile Nicolò Quirico. In quest’epoca di inesausti nomadismi, abbiamo capito che il senso del viaggio non è nell’arrivo, ma nel navigare. Itaca è solo un alibi prezioso.
Marina Pizziolo



Uno scandaglio profondo

Per la prima volta riunite nel medesimo spazio espositivo, questa mostra e questo catalogo raccolgono le opere che dalle passate edizioni del Premio Morlotti-Imbersago sono entrate a fare parte delle proprietà del Comune. È la celebrazione, dunque, di una collezione pubblica, che rimarrà d’ora in poi a disposizione di tutti, e che, a fianco delle opere premiate e acquisite nel corso degli anni, oggi vede anche partecipare opere concesse per l’occasione, a testimoniare gli sviluppi successivi, le maturazioni e i cambiamenti fatti registrare dal lavoro di questi artisti dopo la loro partecipazione.
Come si vedrà subito da alcune delle presenze, è innegabile che la nostra iniziativa abbia portato in molti casi buona fortuna. Diversi artisti infatti, giovani o giovanissimi all’epoca della loro venuta a Imbersago, mostrano oggi di avere imboccato la via di una carriera ormai conclamata e di successo. E questo non può che renderci felici per loro, perfino orgogliosi del ruolo che - accanto ad essi - abbiamo per un momento esercitato.
E dunque la rassegna è anche un bilancio. Un bilancio della qualità e dell’intensità del compito che, pur nei limiti che organizzativamente abbiamo dovuto darci, l’iniziativa del Premio ha potuto assumere. Essa ha funzionato come uno scandaglio profondo, una sonda che abbiamo voluto lanciare nel gran mare aperto dell’arte contemporanea alla ricerca di giovani talenti, con una formula pensata per scendere davvero in profondità, là dove iniziative simili spesso non possono arrivare. Una formula che si è caratterizzata, infatti, nel muoversi volutamente all’esterno dei circuiti ufficiali e degli ambienti artistici accreditati, al di là dunque di quella parte d’arte giovane italiana già presa in carico dal mercato, già indagata (e magari in qualche modo anche “inquinata” perché già trasformata dall’intervento di critici, mercanti, galleristi ecc.), giungendo così a rivelare personalità e situazioni realmente inedite, fresche, incontaminate.
E, ripercorrendo insieme tutte queste opere, l’occasione ci consente di puntualizzare come, in questo lavoro di scavo e di scoprimento, si sia venuta sempre meglio precisando anche una particolare attenzione verso le attività e le ricerche di tipo esplicitamente figurativo. In questo senso, rispetto al ritorno pittorico generalizzato della figurazione cui si assiste in questi ultimi tempi, si può ormai dire che il tempo ha dato ragione alla scommessa che avevamo sottoscritto nel portare il nostro Premio alle sue attuali caratteristiche, teso cioè a indagare il divenire più diverso ma anche più responsabile dell’idea figurale all’interno dell’espressione plastica e visiva contemporanea.
La filosofia del fare arte e dell’essere artista in questa nostra società, dunque, sta ancora cambiando. Dall’arte delle pure forme a quella dell’effimero e dell’intrattenimento superficiale si viene tornando, oggi, alle possibilità di uno sguardo creativo di maggiore responsabilità, meno distratto, più vicino alle enormi e inaudite contraddizioni nelle quali si dibatte il nostro difficile presente.
Ed è bello, è davvero significativo che siano proprio i giovani e giovanissimi artisti a farsi, all’interno delle loro specificità, i primi convinti assertori di queste nuove possibilità espressive.
Giorgio Seveso






Il catalogo della mostra "Scandaglio"


 

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