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Un Premio
intitolato a Ennio Morlotti |
Il legame che Morlotti ha saputo creare tra la sua arte e il nostro paese, la nostra gente, i nostri luoghi ci ha spinto a inventare un concorso di pittura intitolato al binomio inscindibile Morlotti-Imbersago. Nella vita e nel percorso pittorico del grande artista il nostro paese è stato il luogo magico dell'incontro con la poesia della natura, dove l'essenza dell'uomo si scopre e si fonde con tutti i particolari del naturale, riappropriandosi delle proprie radici, della propria storia, delle motivazioni più profonde del proprio essere.
Ennio Morlotti Abbiamo privilegiato chi, dell'arte, vuole fare il fondamento della sua esperienza di vita, nel divenire di una maturazione del proprio canone emotivo, stilistico ed estetico, riservando il Premio agli artisti di età inferiore ai quarant'anni. Il rapporto che si crea tra l'artista e il pubblico necessita per questo di un approfondimento che può essere raggiunto solo attraverso la possibilità di un dialogo non estemporaneo ma ricco di attenta riflessione. Questi obiettivi sono perseguiti attraverso lo strumento di una pre-selezione di materiale fotografico e curriculum vitae di artisti che hanno risposto allo stimolo del nostro Premio e la successiva organizzazione della mostra che caratterizza culturalmente il nostro Maggio Imbersaghese.
La piazza antistante il Municipio durante la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Morlotti In quest'ottica i trenta artisti selezionati della giuria sono presentati a ciascuno di noi attraverso le loro opere pittoriche, corredate da strumenti critici che collocano più puntualmente ogni artista nell'ambito culturale che gli è proprio. Il catalogo, che abbiamo voluto quale sollecito strumento di lettura della mostra complessiva e di ogni opera selezionata in particolare, permette a tutti un approccio attento e critico ai vari mondi artistici e un percorso simbiotico con ogni pittore.
Ennio Morlotti nel suo studio di Cagliano, Colle Brianza Nel ringraziare la signora Morlotti per la squisita sensibilità con cui accompagna ogni volta i nostri sforzi, la giuria per la competenza e la dedizione con cui svolge l'arduo compito di giudicare nel nome dell'artista nostro cittadino onorario, tutti gli artisti per il richiamo che rivolgono costantemente all'uomo contemporaneo, troppo spesso confuso dal vivere quotidiano, auguro a tutti noi di saper cogliere questa opportunità che ci viene offerta di essere partecipi di un'esperienza culturale che sicuramente sarà motivo di arricchimento interiore per la nostra comunità. FILIPPO PANZERI |
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| La realtà dietro le cose |
Il Premio Morlotti - Imbersago è nato dalla volontà di favorire la reinvenzione di una scrittura del naturale, nel segno di quella trepidante riscoperta della realtà dietro le cose che avvinse Ennio Morlotti nei lunghi anni del suo soggiorno a Imbersago.
Un premio di pittura dunque, ora che finalmente si è tornati anche a dipingere, che vuole stimolare la ripresa di un dialogo con il vero nei modi di un personale linguaggio pittorico: al di fuori della retorica della modernità che ha a lungo trasformato gli artisti in sterili cultori della tradizione del nuovo. L'idea di riservare dalla seconda edizione il Premio Morlotti ai giovani artisti fino ai quarant'anni costituisce un'innovazione rispetto alla prima edizione. Alcuni momenti di lavoro della Giuria Questa precisazione di intenti risponde a un duplice obiettivo. Quello di offrire una selezionata chance espositiva a pittori emergenti - anche se alcuni degli artisti che hanno sino ad ora partecipato sono già decisamente affermati - e quello di costituire un osservatorio culturale, rigorosamente aperto al pubblico e agli operatori del settore, da cui rilevare le linee di tendenza dell'arte giovane. Arte non di grandi migrazioni ma di inesausti nomadismi, motivati dall'assenza di un centro gravitazionale. Arte che racconta raramente il piacere di guardare e ha imparato a vincere la propria ansia, quando la presa serrata sul reale stringe il vuoto, nell'assenza di forma. Le trincee ideologiche delle avanguardie sono un ricordo e così la ribellione della transavanguardia. Oggi gli artisti si ritrovano a guardia della propria libertà. Ma chi custodirà i guardiani? MARINA PIZZIOLO |
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| Contro lestetica delleffimero, per una figurazione poeticamente responsabile |
Viviamo in una società che, sul piano della fantasia e della poesia, si viene ogni giorno di più appiattendo. Che cioè si nutre, nel suo bisogno di fantasticazione e d'immaginario, con le logiche di una industria culturale le cui ragioni prevalenti insistono solo sul profitto immediato, sul ricavo economico considerato prima e al di sopra di ogni altro apprezzamento o qualità. Unindustria che vede la cultura solo come intrattenimento, e che dunque fornisce alla gente, confezionata in pillole da assorbire distrattamente, una serie sistematica di placebo culturali e poetici tanto inconsistenti quanto epidermicamente gradevoli e falsamente nutritivi. Dal cinema alla televisione, dall'editoria alla moda, dal giornalismo dei quotidiani e dei periodici d'intrattenimento, ciò è soprattutto vero per l'arte contemporanea, dove in larga misura queste logiche vengono ormai profondamente livellando, in particolare tra i giovani, il senso dellautenticità delle cose.
Dunque una iniziativa come questa, che nel nome di Morlotti intende esplorare la pittura italiana delle generazioni giovani alla ricerca di nuove dimensioni del figurare poeticamente responsabile, non è solo benvenuta ma è necessaria. Rappresenta un gesto concreto, significativo, suggestivo di reazione e di costruzione rispetto al vuoto che si va imponendo oggi. Un atto damore verso la molteplice verità lirica della vita e della natura e, insieme, un atto di fiducia verso la pittura contemporanea. GIORGIO SEVESO Direttore artistico del Premio |
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I quadri premiati
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Prima edizione - 1996 | ||
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