Le prime nove edizioni del Premio e la collettiva "Scandaglio"
Gli artisti, le immagini, i testi critici delle prime nove edizioni del Premio Morlotti-Imbersago e della colettiva "Scandaglio - Rassegna dei vincitori del Premio Morlotti-Imbersago", a cura di Marina Pizziolo e Giorgio Seveso.




Il Comune di Imbersago, con i patrocini della Provincia di Lecco, della Fondazione Corrente e del Parco Adda Nord e con il contributo dell'Associazione Vera Brianza, indice l'undicesima edizione del Premio Morlotti - Imbersago (Premio di pittura a cadenza biennale dal 2005), avvalendosi della collaborazione della Fondazione Attilio Granata - Franco Braghieri.

Gli intenti

Questa edizione intende recuperare pienamente e far crescere la specifica identità culturale e il patrimonio di attenzione e visibilità che il Premio ha conquistato negli anni in campo nazionale.
Con questo proposito gli organizzatori opereranno per segnalare di nuovo all'attenzione del pubblico giovani talenti non ancora conosciuti insieme a figure d'eccellenza già affermate.

Da una parte agiranno come uno "scandaglio profondo", con una formula organizzativa pensata per sondare scrupolosamente una fascia di rappresentanti di arte "giovane", al di là di quei nomi già presi in carico dal mercato e già descritti dagli interventi di critici, mercanti e galleristi, giungendo così a rivelare personalità e situazioni realmente inedite, fresche, incontaminate. Dall'altra, saranno invitati artisti professionisti e già riconosciuti dal mercato, per accostarli alle suddette nuove proposte, allo scopo di un confronto significativo e stimolante, a livello estetico e umano.

E' naturale che con le definizioni di "artista giovane" e "artista maturo" non si intende una categoria meramente anagrafica, bensì una condizione di presenza all'interno della situazione artistica e delle sue istituzioni (mercato, mostre, rassegne, ecc.).

Pur riconoscendo piena libertà di ricerca tematica, di linguaggio e di tecnica, il Premio è teso a favorire e privilegiare la ripresa di un dialogo serrato tra la pittura, la figurazione e la realtà, nel segno di quella trepidante riscoperta dell'uomo e della natura che avvinse Ennio Morlotti nei lunghi anni del suo soggiorno a Imbersago.

La Giuria

La giuria, con la presidenza onoraria di Ernesto Treccani (pittore, presidente della Fondazione Corrente), è così composta:

  • Ernesto Treccani (pittore, presidente della Fondazione Corrente);
  • Domenico Montalto (critico d’arte e curatore del Premio);
  • Giorgio Seveso (critico d’arte e curatore del Premio);
  • Renato Galbusera (pittore, docente all’Accademia Albertina di Torino);
  • Mario Sottocorno (collezionista, rappresentante della Fondazione Granata – Braghieri);
  • Chiara Bonfanti (assessore alla cultura della Provincia di Lecco);
  • Piergiorgio Locatelli (presidente del Parco Adda Nord);
  • Giovanni Ghislandi (sindaco di Imbersago).

Il Premio si articola in due sezioni distinte

Sezione I - Partecipazione su invito della Giuria

L'organizzazione inviterà n. 10 artisti già affermati, di cittadinanza europea e senza limiti di età. Ogni artista invitato potrà presentare una sola opera.

Sezione II - Partecipazione a selezione

Sezione riservata a studenti e laureati delle Accademie d'arte, giovani artisti indipendenti europei che non abbiano superato i trenta anni d'età al 31 dicembre 2007, le cui documentazioni verranno esaminate dalla Giuria che selezionerà n. 20 finalisti.

Modalità di partecipazione

Sezione I

Su invito insindacabile della Giuria.

Sezione II

Prima fase: Per partecipare al concorso è necessario far pervenire entro e non oltre il 15 luglio 2007 all'indirizzo della Segreteria (Fondazione Granata - Braghieri, via Castelbarco 2 - 23898 Imbersago Lc) la scheda di iscrizione e le foto di n. 3 opere (stampa a colori e di qualità professionale) che riportino sul retro i seguenti dati: nome, cognome, indirizzo, e-mail, numeri telefonici dell'autore, titolo dell'opera, note scritte esplicative o di commento. La mancata o parziale indicazione dei dati richiesti determinerà l'esclusione dalla selezione del concorso.
Unitamente alle fotografie il concorrente dovrà inviare un breve curriculum vitae, ed eventualmente ulteriore materiale informativo (cataloghi, brochure, cd, ecc.) che documenti la propria attività artistica.

Seconda fase: Entro il mese di luglio 2007 la Giuria selezionerà tra tutte le candidature pervenute n. 20 finalisti che saranno ammessi alla fase finale dell'undicesima edizione del Premio Morlotti-Imbersago.
Agli artisti selezionati sarà richiesto di far pervenire entro domenica 2 settembre 2007 n. 2 opere presso la sede della Fondazione, in via Castelbarco 2 a Imbersago (LC). Le opere dei finalisti dovranno essere consegnate personalmente o recapitate porto franco e con adeguato imballo riutilizzabile per il ritorno, nei giorni sabato 1° settembre, dalle ore 16.30 alle ore 20, e domenica 2 settembre, dalle re 10 alle 13.
Le opere dovranno pervenire già pronte per l'esposizione al pubblico, munite di attaccaglia, senza cornice e senza vetro protettivo. Sarà ammessa una montatura all'"americana" (telaio bordato). Per essere ammesse alla selezione finale, le opere non dovranno essere di misura inferiore ai 50 cm di altezza per 50 cm di larghezza, né superiori ai 150 cm di altezza per 120 cm di larghezza.

Esposizione delle opere e premi

Le 50 opere dei trenta finalisti saranno esposte in una mostra collettiva che sarà allestita presso la Mediateca comunale di Imbersago (Lc) dal 29 settembre al 14 ottobre 2007. La mostra sarà aperta al pubblico domenica 30 settembre e nei due successivi fine settimana del 6-7 ottobre e del 13-14 ottobre, con i seguenti orari: dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30. Tutte le opere esposte, accompagnate da brevi cenni sugli autori, saranno riprodotte a colori nel catalogo ufficiale del Premio. La premiazione degli artisti avverrà in occasione dell'inaugurazione della mostra, prevista per la giornata di sabato 29 settembre 2007, alle ore 17.

Sono previsti i seguenti premi acquisto:

Sezione I - Artisti Affermati:

1° classificato: riconoscimento alla carriera consistente in una mostra personale con catalogo a cura di Domenico Montalto e Giorgio Severo, da allestire presso la Fondazione Granata - Braghieri, contributo di 3.000 € dell'Amministrazione comunale di Imbersago per l'acquisizione dell'opera che farà parte della Pinacoteca Comunale.

2° e 3° classificato (premi di stima): per ogni artista verrà allestita una mostra personale nella sede della Fondazione Granata - Braghieri in data da destinarsi. L'organizzazione si riserva inoltre la possibilità di integrare i premi di stima con premi acquisto.

Sezione II - Giovani Artisti:

1° classificato: 1.000 € di premio acquisto della Pro Loco di Imbersago (Lc).

2° e 3° classificato (premi di stima): ai due artisti vincitori verrà allestita una mostra collettiva insieme all'artista 1° classificato, in sede e data da destinarsi.

La Segreteria della Fondazione Granata - Braghieri, pur assicurando la massima diligenza nella custodia delle opere, non si assume alcuna responsabilità per il rischio di incendio, furto e per qualsiasi altro danno, sia durante la mostra sia durante il trasporto di consegna e di restituzione; resta pertanto facoltà dell'artista assicurare personalmente le proprie opere.

Ritiro delle opere

Gli artisti potranno ritirare le loro opere nei seguenti giorni e orari: sabato 20 ottobre e sabato 27 ottobre 2007, dalle ore 16.30 alle ore 20, presso la sede della Fondazione in via Castelbarco, 2 a Imbersago (Lc). Dopo tale termine i dipinti non ritirati rimarranno di proprietà della Fondazione Granata - Braghieri.

Accettazioni

L'iscrizione al Premio comporta la piena accettazione del Regolamento e del giudizio insindacabile della Giuria. Gli artisti concedono alla Fondazione Granata - Braghieri i diritti di riproduzione delle opere e testi rilasciati per il Premio Morlotti - Imbersago per creare il catalogo, archiviare i lavori presentati e utilizzare queste informazioni per pubblicizzare le opere sul sito web del Premio o altra forma di comunicazione e attività dell'organizzazione promotrice. Il materiale fotografico e i testi inviati per la selezione non saranno restituiti, ma archiviati presso la Fondazione Granata - Braghieri che gestisce l'archivio del Premio Morlotti - Imbersago. Il candidato autorizza espressamente la Fondazione Granata - Braghieri, quale organizzatrice del suddetto Premio, nonché i loro diretti delegati, a trattare i propri dati personali ai sensi della legge 675/96 e successive modifiche D.lgs.196/2003 anche ai fini dell'inserimento in banche dati gestite dalle persone suddette.

Fondazione Attilio Granata - Franco Braghieri
via Castelbarco, 2
23898 Imbersago (Lc)
Tel. 039 9920557
oppure Giulio Crisanti (cell. 339 3060571)
E-mail: premiomorlotti@comune.imbersago.lc.it

Imbersago, 29 marzo 2007.

Scarica la scheda di iscrizione all'undicesima edizione del Premio Morlotti-Imbersago (98KB PDF)


Integrazione al Regolamento del Premio Morlotti-Imbersago - undicesima edizione 2007

La Fondazione Attilio Granata - Franco Braghieri, nell'intento di perseguire le proprie finalità riguardo alla promozione dei giovani artisti, ha stipulato un accordo con l'azienda CUP HOUSE di Brescia, leader nella produzione delle tazzine da caffè.

L'azienda CUP HOUSE ha istituito un concorso a tema riservato agli studenti delle Accademie di Belle Arti iscritti all'anno accademico 2006-2007, in collaborazione con l'associazione culturale "ilbox - motore per l'arte", al fine di individuare 6 opere capaci di raffigurare il concetto di "aroma del caffè" (tema del concorso) in altrettante icone da riprodurre in scala industriale sulle tazzine da degustazione realizzate dall'azienda.

L'azienda CUP HOUSE, in collaborazione con la Fondazione Granata - Brughieri, nell'ambito della propria iniziativa, concederà la partecipazione automatica al concorso ai giovani artisti finalisti della II Sezione del Premio Morlotti - Imbersago 2007.

Le opere saranno esposte negli stand della CUP HOUSE al
SIC Salone Internazionale del Caffè
nell'ambito di HOST Salone Internazionale dell'Ospitalità Professionale
fieramilano 19 - 23 ottobre 2007 (nuovo polo fieristico di Rho)

La partecipazione a tale manifestazione implica che i 20 finalisti del Premio Morlotti - Imbersago 2007 realizzino delle opere secondo le finalità del concorso così come viene proposto nel bando.

Gli elaborati eseguiti con qualsiasi tecnica (olio, acrilico, tempera, acquerello, disegno) dovranno essere eseguiti direttamente o riportati sopra un telaio telato o tavola di dimensioni non superiori ai 50 cm di altezza e 70 cm di larghezza e di formato orizzontale, bordati con un listello di legno, muniti di attaccaglia e senza vetro. Ogni singola opera parteciperà a tutti gli effetti al concorso indetto, e si dovrà tener conto della sua riproducibilità sulla linea di prodotti CUP HOUSE 2008.

Le opere realizzate dai finalisti del Premio Morlotti - Imbersago 2007 dovranno pervenire entro e non oltre domenica 23 settembre 2007 presso la Fondazione Granata - Braghieri in via Castelbarco 2 - 23898 Imbersago (LC) nei seguenti orari:

sabato dalle 16.00 alle 20.00 e domenica dalle 10.00 alle 13.00 (tel. 039 99.20.557) oppure come diversamente concordato contattando i seguenti numeri telefonici: studio Granata 039 99.21.121 - Giulio Crisanti 339 30.60.571 - Aldo Mari 339 41.96.641.

La Fondazione provvederà a inoltrarle all'azienda CUP HOUSE che allestirà l'esposizione delle stesse presso i propri stand al SIC Salone Internazionale del Caffè dal 19 al 23 ottobre 2007 alla fieramilano dal 19 al 23 ottobre 2007 - nuovo polo fieristico di Rho.

Le opere non vincitrici del concorso potranno essere ritirate dagli autori o da un delegato presso la sede della Fondazione entro e non oltre il mese successivo alla manifestazione. Dopo tale termine le opere non ritirate rimarranno di proprietà della Fondazione Granata - Braghieri.


Premio Morlotti-Imbersago 2007, Undicesima edizione: decisi i 10 artisti invitati e selezionati i 20 giovani finalisti

Il Comune di Imbersago, con i patrocini della Provincia di Lecco, della Fondazione Corrente e del Parco Adda Nord, ha indetto quest’anno l'Undicesima Edizione del Premio Morlotti-Imbersago (Premio di pittura a cadenza biennale dal 2005), avvalendosi della collaborazione della Fondazione Granata - Braghieri di Imbersago.

L’organizzazione ha operato per segnalare all’attenzione del pubblico giovani talenti non ancora conosciuti, e per metterli a confronto con figure d’eccellenza già affermate.

Da una parte si è scelto un criterio selettivo pensato per vagliare senza pregiudizi né formule convenzionali le molte candidature di studenti di accademie e istituti d’arte, provenienti da tutta Italia, giungendo così a scoprire personalità realmente inedite, fresche, incontaminate. Dall’altra, sono stati invitati al Premio dieci artisti già forti di una carriera riconosciuta, per accostarli ai nuovi e selezionati talenti, al fine di produrre un utile confronto nel divenire attuale dell’estetico contemporaneo.

La Giuria è composta da: Ernesto Treccani, pittore e presidente onorario del Premio; Domenico Montalto e Giorgio Seveso, critici d’arte e curatori del Premio; Renato Galbusera, docente all’Accademia Albertina di Torino; Mario Sottocorno, collezionista e rappresentante della Fondazione Granata-Braghieri; Chiara Bonfanti, assessore alla cultura della Provincia di Lecco; Piergiorgio Locatelli, presidente del Parco Adda Nord; Giovanni Ghislandi, sindaco del Comune di Imbersago.

Gli artisti invitati alla prima sezione del Premio - senza limite di età anagrafica - sono stati scelti dalla giuria poiché considerati presenze già valide e significative nel panorama dell’arte contemporanea italiana, per idee, visioni, sentimento ed esecuzione formale.

Si tratta di personalità diverse per appartenenza geografica e generazionale e sono qui di seguito elencate: Natale Addamiano (Bari, 1943), Matteo Boato (Trento, 1971), Gianfranco Bonetti (Bergamo, 1947 - luglio 2007), Mauro Bordin (Padova, 1970), Paola Campidelli (Cesena, 1948), Armando Fettolini (Milano, 1960), Cesare Gozzetti (Brescia, 1965), Leonardo Greco (Modena, 1975), Anna Madia (Torino, 1976), Enzo Maio (Carpignano Sesia, 1953).

I 20 finalisti della seconda sezione dedicata ai giovani under 30 sono: Marinela Asavoiae (Ap), Lorenzo Barbieri (Fi), Anna Borghi (Va); Alessandro Brighetti (Bo), Silvia Cagnani (Pc), Marta Colombo (Lc), Davide Corona (Pc), Giovanni D’Onofrio (Ce), Francesco Fornasieri (Va), Annalisa Gallo (To), Donatella Izzo (Va), Leonardo Magnani (Fi), Lorenzo Manenti (Bg), Enrico Minguzzi (Ra), Bernadette Moens (Rm), Mattia Montemezzani (Lo), Nunzio Paci (Bo), Stefano Simone (To), Cristiano Tassinari (Fc), Isabella Mara Vergani (Mi).

Pur riconoscendo ai partecipanti piena libertà di ricerca tematica, di linguaggio e di tecnica, il Premio ha voluto privilegiare la ripresa di un dialogo serrato tra la pittura, la figurazione e la realtà, nel segno di quella trepidante riscoperta dell’uomo e della natura che avvinse Ennio Morlotti nei lunghi anni del suo soggiorno a Imbersago.

Le 50 opere dei trenta finalisti (10 degli artisti affermati e 40 opere dei giovani finalisti, due per ciascun finalista) saranno esposte in una mostra collettiva che sarà allestita presso la Mediateca comunale di Imbersago (Lc) dal 29 settembre al 14 ottobre 2007. La mostra sarà aperta al pubblico domenica 30 settembre e nei due successivi fine settimana del 6-7 ottobre e del 13-14 ottobre, con i seguenti orari: dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30. Tutte le opere esposte, accompagnate da brevi cenni sugli autori, saranno riprodotte a colori nel catalogo ufficiale del Premio. La premiazione degli artisti avverrà in occasione dell’inaugurazione della mostra, prevista per la giornata di sabato 29 settembre 2007, alle ore 17.

[Imbersago, 27 luglio 2007]


Il Premio Morlotti - Imbersago si ripropone quest’anno nell’undicesima edizione con una serie di importanti novità: alla cadenza biennale, introdotta nel 2005, si affiancano infatti la scelta di avvalersi della preziosa collaborazione della neonata Fondazione “Granata- Braghieri” e la decisione dell’organizzazione di dare un sempre maggiore risalto ai giovani artisti.

Il Premio di pittura (promosso dall’Amministrazione comunale con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Lecco, del Parco Adda Nord e della Fondazione Corrente e con il contributo dell’Associazione Vera Brianza) intende ancora una volta offrire agli artisti, soprattutto ai più giovani, un luogo di confronto e di promozione per la propria attività, nel tentativo di tracciare un sempre più valido spaccato dell’arte contemporanea italiana.

L’organizzazione ha operato per segnalare all’attenzione del pubblico giovani talenti “under 30” non ancora conosciuti e per metterli a confronto con figure d’eccellenza già affermate. Da una parte si è scelto un criterio selettivo pensato per vagliare senza pregiudizi né formule convenzionali le molte candidature di studenti di accademie e istituti d’arte, provenienti da tutta Italia, giungendo così a scoprire personalità realmente inedite, fresche, incontaminate. Dall’altra, sono stati invitati al Premio dieci artisti già forti di una carriera riconosciuta, per accostarli ai nuovi e selezionati talenti, al fine di produrre un utile confronto nel divenire attuale dell’estetico contemporaneo.

L’edizione 2007 ci propone dunque una manifestazione rinnovata e fortemente proiettata nel futuro, la quale però non dimentica la sua storica funzione di tributo alla memoria del grande maestro Ennio Morlotti (1910-1992), che nei lontani anni ’50 ha lavorato e vissuto a Imbersago, ritraendo alcuni fra gli angoli più belli del fiume Adda e facendoli conoscere a livello nazionale e internazionale. A quindici anni dalla scomparsa e a quasi venti dal conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Consiglio comunale di Imbersago, riteniamo che la memoria di Morlotti sia degnamente onorata da questa iniziativa.

Un cordiale ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto in occasione dell’undicesima edizione va soprattutto alla Fondazione Granata - Braghieri, realtà costituitasi da pochi mesi a Imbersago con l’obiettivo di promuovere la cultura e l’arte: da qui l’incontro e la collaborazione con il Comune nel promuovere e far crescere il Premio Morlotti. Rivolgo poi un sentito grazie a tutti i componenti della giuria (in particolare al maestro Ernesto Treccani, presidente onorario della giuria), ai critici Domenico Montalto e Giorgio Seveso, curatori del Premio, alla famiglia Morlotti che ci ha seguito con attenzione, agli enti istituzionali e agli sponsor, alla Pro Loco di Imbersago, a tutti i partecipanti e agli amici che a vario titolo hanno contribuito al successo di questa manifestazione.

Giovanni Ghislandi
Sindaco di Imbersago


Il Premio Morlotti - Imbersago è ormai un evento atteso e consolidato nel panorama dei progetti culturali che il territorio lecchese esprime.

La continuità negli anni - confermata dal raggiungimento dell’undicesima edizione -, l’attenzione che il mondo artistico lombardo, ma non solo, dedica al concorso e agli artisti premiati e la condivisione dell’idea da parte di diversi Enti pubblici - in primo luogo il Comune di Imbersago, ideatore e promotore del Premio - e di soggetti privati che si occupano di cultura, sono elementi importanti che motivano la Provincia di Lecco a sostenere e patrocinare l’iniziativa.

Inoltre, il voler mettere a disposizione spazi istituzionali al fermento e alla creatività artistica, dandosi, nel contempo, il criterio di mantenere alta la qualità pittorica e tecnica delle opere - il tutto con l’intento di rendere il dovuto onore al pittore Ennio Morlotti - è una scelta che ha visto, sin dalla prima edizione, l’accordo di tutti i soggetti coinvolti.

Ancor più la decisione di creare due diverse sezioni - una dedicata ad artisti già apprezzati dalla critica d’arte e dal pubblico e l’altra dedicata a giovani artisti emergenti - dà il senso dell’investimento culturale che stimola un confronto virtuoso tra le diverse generazioni.

Da parte mia un grande ringraziamento a coloro che con professionalità e passione hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, alla prestigiosa Fondazione Corrente, che da sempre ha dimostrato di credere nel Premio Morlotti, e alla Fondazione Attilio Granata- Franco Braghieri, che da quest’anno affiancherà, con un apporto sostanziale, il Comune di Imbersago.

Infine un riconoscimento sentito va agli artisti che hanno voluto condividere con noi la loro arte, accettando di confrontarsi e competere tra loro, a vantaggio della cultura e della sua divulgazione.

Chiara Bonfanti
Assessore alla cultura e ai beni culturali della Provincia di Lecco


Con questa undicesima edizione il nostro Premio entra nella sua seconda decade di vita. Non è cosa da poco, crediamo, poter vantare una tale tenuta e vitalità a fronte della numerosa platea di rassegne e iniziative dedicate nel nostro Paese ai giovani artisti. Pensando soprattutto al fatto che esso si sostiene grazie quasi esclusivamente alla passione di una piccola comunità, con mezzi tutto sommato assai limitati.
È una durata che certo dipende dal prestigio del permanente riferimento a Ennio Morlotti che abbiamo tenuto ben fermo e presente in tutti questi anni, insieme anche al fatto che molti dei nostri premiati, a suo tempo esordienti quasi sconosciuti, sono poi entrati a pieno titolo nel panorama della pittura più riconosciuta ed apprezzata dal pubblico e dal mercato. Ma che deriva, inoltre, da due scelte di fondo, che ci hanno distinto sul piano artistico e culturale.
La prima è costituita dalla formula critica a suo tempo prescelta, che si è davvero rivelata la più giusta ed azzeccata. Infatti, ciò che ha distinto il Morlotti - Imbersago da molte iniziative consimili dedicate in Italia ai giovani artisti è stato appunto – ed ancora è – l’avere scelto di muoversi volutamente fuori dal circuito ufficiale del mercato e degli ambienti artistici accreditati. Di muoversi, insomma, come una sorta di scandaglio penetrante, una sonda di profondità capace di immergersi oltre gli strati già ampiamente indagati (e magari in qualche modo anche “inquinati”, già trasformati dal sistema dell’arte, dall’intervento di critici, mercanti, galleristi ecc.) dell’arte giovane, giungendo così a rivelare personalità e situazioni realmente inedite, fresche, incontaminate.
La seconda è una scelta relativa allo stato attuale del lavoro artistico. Si può ormai dire, infatti, che la figurazione in questi anni è finalmente tornata a riacquistare tutta la dignità che molte mode culturali e molti avanguardismi spesso effimeri ma di forte impatto mediatico le avevano negato in passato, e si è ricollocata, a pari merito con ogni altra tendenza della creatività, al centro dell’arte contemporanea.
Ciò ha dato ragione alla scommessa che avevamo sottoscritto portando il nostro Premio alle sue attuali caratteristiche, cioè sostanzialmente quelle di definirsi in modo esplicito come prevalentemente figurativo, teso cioè a indagare il divenire più articolato ma anche più responsabile dell’idea figurativa all’interno dell’espressione plastica e visiva contemporanea, rivolta in particolare – pensando appunto alla nostra ispirazione morlottiana – alle tematiche dalla natura.
Per fare questo abbiamo operato e opereremo, a partire da questa edizione, simultaneamente in due modi. Da una parte segnalando di nuovo all’attenzione del pubblico giovani talenti non ancora conosciuti, agendo – dicevamo – come uno scandaglio profondo gettato a esplorare il mare della creatività giovanile. Dall’altra, invitando presenze mature e già riconosciute per accostarle a confronto significativo del divenire attuale dell’estetico e del visivo, in una interessante sinergia tra generazioni e linguaggi diversi.
Con ben chiaro in mente e nelle scelte l’obiettivo, sempre, della più alta qualità.

I curatori
Giorgio Seveso
Domenico Montalto


Corrente esordì a Milano nella veste di un piccolo foglio denominato Vita Giovanile, fondato e diretto dal pittore Ernesto Treccani: era il 1938. Due anni dopo, il giorno della dichiarazione di guerra di Mussolini, la rivista Corrente veniva soppressa dal regime. Iniziava l’attività editoriale (Edizioni di Corrente), artistica (Bottega di Corrente) e teatrale (Sala Sammartini), cui parteciparono giovani artisti come Ennio Morlotti, cui si ispira il nostro Premio, insieme a Birolli, Cassinari, Guttuso, Manzù, Sassu, Vedova, poeti come Quasimodo e Sereni, registi come Lattuada, filosofi come Banfi e tanti altri, che si ritrovarono poi dopo la Liberazione a proseguire, pur nel confronto di ispirazioni ideali e di scelte artistiche diverse, il loro impegno per un’arte e una cultura capaci di esprimere la complessità dell’uomo contemporaneo, il suo bisogno di libertà e di giustizia.
In quel solco Ernesto Treccani nel 1978 ha dato vita all’omonima Fondazione, con il compito di raccogliere, conservare, promuovere gli studi sul periodo storico compreso tra la nascita del movimento di Corrente e gli anni del dopoguerra con incontri, dibattiti, seminari e mostre anche in rapporto ai temi più attuali della cultura contemporanea e di una creatività non estranea alle realtà della storia in atto.


La Giuria della undicesima edizione del Premio Morlotti - Imbersago, formata da Giorgio Seveso e Domenico Montalto (giornalisti e critici d’arte, curatori del Premio), Renato Galbusera (pittore e docente all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), Chiara Bonfanti (assessore alla cultura della Provincia di Lecco), Giovanni Ghislandi (sindaco di Imbersago) e Mario Sottocorno (collezionista, rappresentante della Fondazione Granata - Braghieri), con la presidenza onoraria di Ernesto Treccani (pittore, Presidente della Fondazione Corrente), si è riunita una prima volta per scegliere i 20 finalisti da ammettere al Premio sulla base delle documentazioni inviate per la Sezione riservata a studenti e laureati delle accademie d’arte, e giovani artisti indipendenti europei sotto i trenta anni d’età.
La Giuria si è successivamente riunita per procedere all’esame delle opere di entrambe le sezioni del Premio, sia di quella riservata ai 10 artisti già affermati e senza limiti d’età invitati dai curatori (poiché considerati presenze già valide e significative nel panorama dell’arte contemporanea italiana per idee, visioni, sentimento ed esecuzione formale), che di quella dedicata ai 20 giovani concorrenti selezionati.
Dopo tale esame diretto, e un approfondito confronto di argomentazioni e giudizi, la giuria ha così unanimemente deliberato:

  • per la sezione degli artisti affermati, il Primo premio, consistente nel premio acquisto di 3.000 euro offerti dall’Amministrazione Comunale di Imbersago e una mostra personale, è assegnato all’opera di Gianfranco Bonetti, straordinario artista figurativo schivo e defilato, ancora immeritatamente poco conosciuto al grande pubblico, purtroppo prematuramente scomparso pochi mesi fa, per la sua tormentata e intensa figurazione di robusto impatto poetico, inconsueta metafora dello sgomento e delle tensioni esistenziali dei nostri anni. Gli altri due Premi di stima a pari merito, consistenti in una mostra personale ciascuno, sono assegnati a Mauro Bordin, per l’evidenza e la validità di un modo espressivo vigoroso e generosamente lirico, e a Enzo Maio, per la sua trasfigurata e sensibilissima visione della natura tra emozioni tattili ed efficaci cromatismi.
  • per la sezione degli artisti giovani, il Primo premio, consistente nel premio acquisto di 1.000 euro offerti dalla Pro Loco di Imbersago, è assegnato all’opera Campo matto 1 di Leonardo Magnani, che meglio interpreta lo spirito del premio con uno sguardo pittorico capace di suggestive e inedite torsioni nel rappresentare anche ironicamente gli spazi della natura e il genere del paesaggio. Gli altri due Premi di stima a pari merito, consistenti in una tripla personale da tenersi insieme al vincitore del Primo premio giovani, vanno a Mattia Montemezzani, per una visione pittorica di sontuoso e spiazzante rinnovamento della figura, e a Cristiano Tassinari, che partendo dall’immagine dell’uomo sviluppa persuasive ibridazioni tra pittura, disegno e materiali d’incisione.

Il catalogo dell'undicesima edizione


ARTISTI SELEZIONATI (under 30)
Marinela Asavoaie
Marinela Asavoaie
Lorenzo Barbieri
Lorenzo Barbieri
Anna Borghi
Anna Borghi
Alessandro Brighetti
Alessandro Brighetti
Silvia Cagnani
Silvia Cagnani
Marta Colombo
Marta Colombo
Davide Corona
Davide Corona
Giovanni D’Onofrio
Giovanni D’Onofrio
Francesco Fornasieri
Francesco Fornasieri
Annalisa Gallo
Annalisa Gallo
Donatella Izzo
Donatella Izzo
Leonardo Magnani
Leonardo Magnani
Lorenzo Manenti
Lorenzo Manenti
Enrico Minguzzi
Enrico
Bernadette Moens
Bernadette Moens
Stefano Simone
Stefano Simone
Cristiano Tassinari
Cristiano Tassinari
Isabella Mara Vergani
Isabella Mara Vergani
ARTISTI INVITATI (senza limite di età anagrafica)
Natale Addamiano

Biografia

Natale Addamiano è nato a Bitetto (Bari) nel 1943.
Vive e lavora a Milano dal 1968.

Da sempre, da quando tenne a Milano la sua prima mostra personale nel 1970, quella di Addamiano è una testimonianza lirica fondata sulla realtà delle cose. Una testimonianza sensibile e sollecita, solidale con la natura, con lo spazio degli uomini e dei loro sentimenti, con l’emozione riflessiva del vivere. È un discorso che si svolge tutto dentro il reale, premendone dall’interno i motivi più inquietanti e riposti sino a dilatarli verso un senso di suggestione ricca e densa, verso una vibrata definizione, cioè, dell’ambiguità poetica dell’esperienza. Dall’ambiente milanese di quegli anni (in particolare Cappelli, Banchieri, Forgioli e altri) Addamiano ha imparato a definirsi in rapporto a tale ambiguità, ad usarla come strumento di una appassionata ma anche distaccata introspezione che viene tradotta nell’opera con una forte densità espressiva, sempre certamente più attenta alle proprie urgenze interiori che alle oscillazioni delle mode culturali e del gusto. (G. S.)

Matteo Boato

Biografia

Matteo Boato è nato a Trento nel 1971.
Vive e lavora a Levico Terme (TN).

Nella pittura di questo giovane artista trentino, colto e talentuoso, il colore diviene il principale mezzo di lettura dell’assieme. L’accostamento cromatico risulta infatti strutturante l’immagine, dove la vanificazione dei rapporti euclidei e convenzionali dello spazio fa delle piazze e dei paesaggi urbani una sorta di continua reverie, di sogno visionario e poetante. Nella pittura di Boato è inutile esercizio il ricercare il dato realistico: ciò che per lui conta è l’evocazione, è la ricerca dell’essenza; è ciò che non si vede a determinare gli interessi formali dell’autore. I paesaggi di Boato, esprimenti un loro singolare ésprit de geometrie, divengono luogo fantastico per eccellenza, habitat dei sentimenti. Con una maturità dove l’audacia cromatica si sposa a una perizia tonalista, capace di valorizzare un non-colore come il bianco. Se punto di partenza dell’artista è stato indubbiamente l’espressionismo mitteleuropeo, ora l’approdo sembra essere un più equilibrato e sereno lirismo. (D. Mon.)

Gianfranco Bonetti

Biografia

Gianfranco Bonetti è nato a Bergamo nel 1947.
E’ morto a maggio del 2007.

Nei quadri di Bonetti, lavorati con tinte risentite e acide, in un gioco di controluci e di ombre fonde, da teatro barocco, vediamo personaggi noti e ignoti, uomini e donne abitare il vuoto d’una stanza o d’una strada, esprimendo sconcerto e malessere. Anche negli autoritratti, replicati infinite volte, Bonetti guardava se stesso con gli occhi di un Bacon o di Giacometti redivivo in terra orobica o meglio di Fra’ Galgario del nostro tempo, un Fra’ Galgario esistenziale e tormentato, mettendo in posa il comune migrare verso il niente, in una galleria di effigiati dove il disincanto della coscienza infelice sostituisce il bigotto sussiego settecentesco, e dove la pittura, anziché celebrare la figura, pare corroderla, come una carie necessaria. Bonetti ha testimoniato in pittura ciò che un altro grande, Ungaretti, aveva espresso in parole: «la morte si sconta vivendo». Erede della più grande cultura moderna, formatosi sui poeti del Romanticismo tedesco, a Gianfranco Bonetti va ricosciuto un posto di primo rango fra gli artisti contemporanei che hanno saputo attualizzare i valori della pittura lombarda ed europea. (D. Mon.)

Mauro Bordin

Biografia

Mauro Bordin è nato a Padova nel 1970.
Vive e opera dal 2001 principalmente a Parigi.

Le materie di Bordin sono come lui, fervide e inquiete, increspate, ruvide e dolci insieme. Voglio dire che già a prima vista c’è qui una identità forte tra la pittura e il suo autore, tra il tono complessivo di queste immagini e la sua personalità. Così come c’è, del resto, una stretta corrispondenza tra queste cose e gli elementi fondanti della poetica che sostiene il suo linguaggio. Non ci sono forzature, non ci sono enfatizzazioni né tratti retorici in questa sua soluzione del problema dell’immagine. È un discorso che si svolge del tutto naturalmente nell’evidenza e nel tormento di un modo figurativo sodo e privo di esitazioni, generoso e largamente istintivo, liricamente teso, energico. Ecco: figurazione, istinto, lirismo; le parole fondamentali per un discorso sulla pittura di Bordin sono proprio queste. È attorno a queste tre chiavi che si svolge l’elaborazione fantastica dell’autore, nella messa a fuoco di una sua precisa densità comunicativa, impressionante per perspicuità emozionale e per maturità di sentimenti. (G. S.)

Paola Campidelli

Biografia

Paola Campidelli è nata nel 1948, a Cesena, dove vive e lavora.

Un fiume, l’Adda a Imbersago, incarnò per Morlotti il luogo dell’anima. Nella pittura di Paola Campidelli un altro grande fiume, il Po, diventa la morfologia di Riflessi palustri dove si specchiano - racconta la stessa pittrice cesenate - “le cose della vita, il farsi di una natura nuova, l’evento poetico che si materializza nel quadro”. Campidelli, con gesto pittorico potente e pieno di sentimento intimo, sfidando le convenzionalità, mette in scena una natura trasfigurata, scava nel microcosmo di acqua e di verzura del delta, fra salici e lanche, inseguendo nella materia aggrovigliata e nel tumulto lirico del segno, il tumulto della natura medesima, focalizzando la scena “del mio pensiero che si fa necessariamente pittura”. Con questa ricerca, con questo uso pieno di sentimento dei colori e delle forme, Paola Campidelli ci offre una “visione” del Po - e del problema della pittura - non ordinaria, ma nuova e alitante. (D. Mon.)

Biografia

Armando Fettolini è nato a Milano nel 1960.
Vive e lavora in Brianza tra Viganò e Concorezzo.

Armando Fettolini è un artista fra i più interessanti nella generazione nata negli Anni ’60. La sua è una poetica informale e della materia, ma una materia con l’anima: come suggerisce lo scrittore Luigi Marsiglia, l’astrazione di Fettolini «non esprime affatto l’assenza di una forma bensì un approfondimento della forma sotto altra forma», dove la materia «divenuta spirito» è «mater», «madre provvidenziale del mondo», «corpo e spirito delle cose che non vediamo». Nel continuo rimando tra sfigurazione materica e figurazione iconica, nel dissidio tra una raffinatissima estenuazione tonale del colore e la brutalità vulnerante delle stratificazioni e dello scavo, dei cordami, delle garze e delle crepe che feriscono le superfici, l’opera di Fettolini documenta con convincente attualità di linguaggio lo struggimento dell’anima contemporanea, il riscatto dell’invisibile sulla marea dell’esistenza e del dolore. (D. Mon.)

Cesare Gozzetti

Biografia

Cesare Gozzetti è nato nel 1965 a Brescia, dove vive e lavora.

Cesare Gozzetti è già pittore di lungo corso, anzi nel fiore della maturità, nonostante l’età anagrafica ancor giovane. Nella sua pittura d’istinto, di prima intenzione, copiosa, generosa, gestuale, materica, cromatica, fortemente icastica, densa di segni e di grafie, l’artista bresciano profonde tutta l’energia di un temperamento volitivo e sognante, dando forme a un bestiario e a un immaginario sui generis, arcano, sontuoso, grottesco, inquietante, transepocale, che rivisita i documenti visivi irrinunciabili del meraviglioso: dagli zodiaci scolpiti sui portali delle gigantesche cattedrali medievali alle esperienze iconografiche novecentesche del Simbolismo, del Surrealismo, del Gruppo Cobra, dell’Espressionismo Astratto; dall’arte popolare del Nord Europa, l’arte lappone delle terre ghiacciate fra Scandinavia e Russia, fino alle testure cosmiche — oniriche e immutabili — della pittura australe degli Antipodi, l’iconografia tribale aborigena oggi di somma attualità. (D. Mon.)

Leonardo Greco

Biografia

Leonardo Greco è nato nel 1975 a Modena.
Vive e lavora a Piumazzo di Castelfranco Emilia (MO).

Leonardo Greco dimostra una conoscenza profonda dei linguaggi formali e mediatici della nostra epoca, soprattutto della foto e del réportage, che ha saputo traslare pittoricamente con originalità di ricerca e di risultati. Nel suo operare non c’è artificio o ibridazione alcuna: nelle sue opere, infatti, seguita a vivere il mestiere della pittura. Per Greco l’immagine, cioè la forma estetica, preesiste al reale: basta saperla cercare e trovare per mezzo dell’occhio indagatore e scopritore. Tutto è immagine. Del resto il celebre incipit del vangelo giovanneo (En arché en o logos, «In principio era il verbo») ci ricorda come l’idea concettuale preceda l’oggetto, perché la bellezza è innata, archetipa nella mente umana. Tutta l’etimologia connessa all’atto creativo del vedere attesta la possibilità di una trasformazione, come avviene nell’alchimìa, guidata dall’azione creatrice dell’oculo. Il latino imaginor è un verbo che indica un’attività sottile della mente, e imagines erano i fantasmi, le apparizioni illusorie, fra le quali l’eco dei suoni e – appunto – il riflesso dello specchio. Le tele di Greco sono frutti puri della visione, ottenuti restituendoci l’aura delle cose e delle persone. Greco è pittore di razza, a suo modo purista: il suo sguardo metaforizza in presa diretta, senza mediazioni tecnologiche, per intuito e per misteriosa affinità elettiva. (D. Mon.)

Anna Madia

Biografia

Anna Madia è nata a Torino nel 1976, dove vive e lavora dopo essersi diplomata all’Accademia Albertina di Belle Arti.

“La pittura è la mia sorte, me stessa sdoppiata, forse solo un’ombra che proietta le mie passioni inesplorate”, ha scritto una volta Anna Madia.
E difatti, tenera ed energica ad un tempo, la pelle della sua convincente figurazione s’increspa di brividi inquieti e di tenerezze indicibili in un intreccio permanente e ambiguo tra il dato autobiografico e la realtà fenomenica, tra cronaca personale e storia universale. È un intreccio che si collega alle cose lasciando in sospeso ogni didascalicità, un diario che narra in maniera indiretta, per allusione e non per citazione esplicita, per metafora e non per racconto. Tanto che è proprio qui, nella distanza che passa tra il detto e il sottaciuto di questi suoi corpi, di questi suoi ambienti quotidiani, che nasce un’aria lieve e quasi disincarnata, una sospensione, un silenzio felpato come di ansia e di precarietà esistenziale: enigmi inquieti ma di tono dimesso, domestici, pacati, giocati sommessamente in punta d’emozione. (G. S.)

Enzo Maio

Biografia

Enzo Maio è nato a Carpignano Sesia (NO) nel 1953.
Si è formato alla pittura nello studio di Giuseppe Ajmone. Vive e opera a Ghislarengo (VC).

Uno sfumare d’impasti che reagisce all’urtata densità del sensibile, una sorta di spleen che si fascia di silenzio ma in cui s’avverte, dentro, come il riverbero o il lontano clangore delle città che salgono, tra i loro fumi velenosi e le loro solitudini inaudite. È l’intonazione suggestiva che troviamo nelle immagini di Maio, operante in una terra a cavallo tra Piemonte e Lombardia: un’intonazione, un accento ben solido e concreto, pastoso, scabro ma anche sensibile, leggero come un’impronta di vento sulle foglie, per una pittura istintiva e sorgiva nel suo modo d’intendere e tessere la trama del quadro. Gli umidori del sottobosco, il fascino delle muffe discrete, i dorati e crepitanti miceli di cui fioriscono le sue opere di natura sono il suo modo di accedere al mondo, sono la realtà vissuta in una sua personalissima trasfigurazione, concentrazione, distillazione suggestiva che (non si può non vederlo) è di consistenza eminentemente lirica, poetica come un gesto d’amore. (G. S.)

 

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