13^ Edizione - 2011

“Il sentimento della natura”

Il Comune di Imbersago, di concerto con il Comune di Lecco, promuove la tredicesima edizione del Premio “Morlotti-Imbersago” (Premio di pittura a cadenza biennale), con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Lecco, del Parco Adda Nord, dell’Ecomuseo Adda di Leonardo e della Fondazione Corrente di Milano.

L’iniziativa è ancora una volta dedicata alla memoria del grande maestro Ennio Morlotti (1910-1992), cittadino onorario di Imbersago, che per lunghi anni ha lavorato e vissuto in questo piccolo centro della Brianza lecchese, ritraendo alcuni fra gli angoli più belli del fiume Adda e facendoli conoscere, attraverso i suoi quadri, a livello nazionale e internazionale.

La tredicesima edizione del Premio assume speciale importanza, evidenza e suggestione, svolgendosi in concomitanza con l’anno del centenario della nascita di Ennio Morlotti e con il programma di manifestazioni a carattere nazionale e internazionale volte a ricordare nel 2011 il grande artista lecchese, che con Imbersago ebbe in vita affettuosi e prolungati rapporti.

Per l’occasione si intende rispettare pienamente lo spirito costitutivo e la tradizione del Premio, mirate a segnalare presenze dell’arte contemporanea italiana già storicizzate (Sezione I) nel confronto con nuove e giovani proposte pittoriche anche europee (Sezione II), inserendo il Premio a pieno titolo nello scenario delle suddette manifestazioni morlottiane, onde rappresentare una nota peculiare nell’ambito di un più generale concerto, con un accento esplicito di omaggio al Maestro, ovvero ponendo a tema e traccia di riflessione del Premio per entrambe le sezioni quel sentimento della natura che fu la cifra umana e poetica dell’opera di Morlotti.

Il Premio si terrà nella città di Lecco negli spazi espositivi della Torre Viscontea (piazza XX Settembre, 3), in qualità di evento inserito nella programmazione annuale delle mostre temporanee del Comune di Lecco.

Premiazione e inaugurazione, sabato 26 novembre 2011, ore 18.00

Nell’intento di accrescere l’identità culturale e il patrimonio di attenzione e visibilità che il Premio ha conquistato negli anni, gli organizzatori proseguono dunque nel proposito di segnalare di nuovo all’attenzione del pubblico giovani talenti non ancora conosciuti insieme a figure d’eccellenza già affermate.

Da una parte agendo come uno “scandaglio profondo”, con una formula organizzativa pensata per sondare scrupolosamente una fascia di rappresentanti di arte “giovane”, al di là di quei nomi già presi in carico dal mercato e già conosciuti da critici, mercanti e galleristi, giungendo così a rivelare personalità e situazioni realmente inedite, fresche, incontaminate. Dall’altra, invitando artisti professionisti e già riconosciuti dal mercato, per accostarli alle suddette nuove proposte, allo scopo di un confronto significativo e stimolante, a livello estetico e umano.

Pur riconoscendo piena libertà di ricerca tematica, di linguaggio e di tecnica, il Premio è teso a favorire e privilegiare la ripresa di un dialogo serrato tra la pittura, la figurazione e la realtà, nel segno di quella trepidante riscoperta dell’uomo e della natura che avvinse Ennio Morlotti nei lunghi anni del suo soggiorno a Imbersago.

La Giuria

La giuria è così composta:

Domenico Montalto (critico d’arte e co-curatore del Premio);

Giorgio Seveso (critico d’arte e co-curatore del Premio);

Renato Galbusera (pittore, docente all’Accademia di Brera, Milano);

Giulio Crisanti (pittore, rappresentante della Fondazione Granata Braghieri);

Mario Sottocorno (collezionista);

Michele Tavola (assessore cultura del Comune di Lecco);

Marco Benedetti (assessore alla cultura della Provincia di Lecco);

Agostino Agostinelli (presidente Parco Adda Nord);

Giovanni Ghislandi (sindaco di Imbersago).

Ente gestore del Premio “Morlotti-Imbersago”: Pro Loco Imbersago LC, via Castelbarco 34.

Segreteria del Premio: Fondazione Granata-Braghieri vicolo Chiuso 6 - 23898 Imbersago LC.

Il Premio si articola in due sezioni distinte

Sezione I - Partecipazione su invito della Giuria

L’organizzazione inviterà n. 10 artisti già affermati, di cittadinanza europea e senza limiti di età. Ogni artista invitato potrà presentare una sola opera.

Sezione II - Partecipazione sottoposta a selezione

Sezione riservata a studenti e laureati delle Accademie d’arte con una rappresentanza di analoghi istituti europei (ENSBA Paris – Francia, Valencia – Spagna, Cluji - Romania, Szeged – Ungheria) e a giovani artisti indipendenti europei che non superino i trenta anni d’età al 31 dicembre 2011, le cui documentazioni verranno esaminate dalla Giuria che selezionerà tra loro n. 20 finalisti. La partecipazione a questa seconda sezione ha due fasi:

Prima fase: Per partecipare alla selezione è necessario far pervenire entro e non oltre l’11 settembre 2011 all’indirizzo della Segreteria (Fondazione Granata - Braghieri, vicolo Chiuso 6 - 23898 Imbersago Lc) la scheda di iscrizione e le fotoriproduzioni di n. 3 opere (stampa a colori e di qualità professionale) che riportino sul retro i seguenti dati per ogni opera: nome, cognome, indirizzo, e-mail, numeri telefonici dell’autore, titolo dell’opera, note scritte esplicative o di commento. La mancata o parziale indicazione dei dati richiesti determinerà l’esclusione dalla selezione del concorso.

Unitamente alle fotografie, il concorrente dovrà inviare un breve curriculum vitae, ed eventualmente ulteriore materiale informativo (cataloghi, brochure, cd, ecc.) che documenti gli studi espletati e la propria attività artistica.

Seconda fase: Entro il 25 settembre 2011 la giuria selezionerà tra tutte le candidature pervenute n. 20 finalisti che saranno ammessi alla fase finale del Premio “Morlotti-Imbersago”.

Agli artisti selezionati sarà richiesto di far pervenire entro il 9 ottobre 2011 una sola opera tra le 3 rappresentate nella documentazione inviata presso la sede della Fondazione Granata Braghieri, in vicolo Chiuso 6 a Imbersago (LC). Le opere dei finalisti dovranno essere consegnate personalmente o recapitate porto franco e con adeguato imballo riutilizzabile per il ritorno. Modalità, indirizzi e orari verranno comunicati successivamente.

Le opere dovranno pervenire già pronte per l’esposizione al pubblico, munite di attaccaglia, senza cornice e senza vetro protettivo. Si consiglia bordare l’opera con un listello di legno per protezione e finitura.

Raccomandazione: per essere ammesse alla selezione finale, le opere non dovranno essere di misura inferiore ai 50 cm di altezza per 50 cm di larghezza, né superiori ai 150 cm di altezza per 100 cm di larghezza.

Esposizione delle opere e premi

Le opere prescelte, a giudizio insindacabile della giuria, dei venti finalisti saranno esposte insieme alle opere degli artisti invitati in una mostra collettiva che si terrà nella città di Lecco, alla Torre Viscontea, dal 27 novembre 2011 al 15 gennaio 2012 con i seguenti orari:

-da martedì a venerdì, ore 15.00 - 19.00;

-sabato e domenica, ore 10.30 - 12.30 e 15.00 - 19.30.

-chiuso tutti i lunedì, Natale e Capodanno.

Evento inserito nella programmazione annuale delle mostre temporanee del Comune di Lecco.

Premiazione e inaugurazione sabato 26 novembre, ore 18.00

Eventuali altre modalità di svolgimento delle manifestazioni o iniziative collaterali verranno comunicate in seguito.

Sono previsti i seguenti premi:

Sezione I - Artisti Affermati:

1° premio: riconoscimento alla carriera consistente in una mostra personale a cura di Domenico Montalto e Giorgio Seveso, da allestire presso la sede della Fondazione Granata-Braghieri in data da destinarsi, più il contributo di 3.000 € da parte dell’Amministrazione comunale di Imbersago per l’acquisto dell’opera che confluirà nella collezione della Pinacoteca comunale.

Sezione II - Giovani Artisti:

1° classificato: 1.000 € di premio acquisto della Pro Loco di Imbersago (Lc).

2° e 3° classificato: ai due artisti vincitori verrà allestita una mostra collettiva insieme all’artista 1° classificato, presso la sede Fondazione Granata-Braghieri in data da destinarsi.

L’organizzazione si riserva la possibilità di sostituire i premi di stima con premi acquisto.

La Segreteria della Fondazione Granata-Braghieri e la Pro Loco di Imbersago, pur assicurando la massima diligenza nella custodia delle opere, non si assumono alcuna responsabilità per il rischio di incendio, furto e per qualsiasi altro danno, sia durante la mostra sia durante il trasporto di consegna e di restituzione; resta pertanto facoltà dell’artista assicurare personalmente le proprie opere.

Ritiro delle opere

Gli artisti potranno ritirare le loro opere previo accordo con la Pro Loco e la Fondazione Granata-Braghieri entro e non oltre il 5 febbraio 2012 o potranno concordare il ritiro per corriere direttamente con porto assegnato. Dopo tale termine, i dipinti non ritirati rimarranno di proprietà dell’organizzazione che deciderà la loro collocazione.

Accettazioni

L’iscrizione al Premio comporta la piena accettazione del Regolamento e del giudizio insindacabile della giuria. Gli artisti concedono alla Pro Loco e alla Fondazione Granata-Braghieri i diritti di riproduzione delle opere e testi rilasciati per il Premio “Morlotti-Imbersago” per creare il catalogo, archiviare i lavori presentati e utilizzare queste informazioni per pubblicizzare le opere sul sito web del Premio o altra forma di comunicazione e attività dell’organizzazione promotrice. Il materiale fotografico e i testi inviati per la selezione non saranno restituiti, ma custoditi presso l’archivio del Premio “Morlotti-Imbersago”. Il candidato autorizza espressamente la Pro Loco e la Fondazione Granata-Braghieri, quali organizzatori del suddetto Premio, nonché i loro diretti delegati, a trattare i propri dati personali ai sensi della legge 675/96 e successive modifiche D.lgs.196/2003 anche ai fini dell’inserimento in banche dati gestite dalle persone suddette.

Copia integrale del Regolamento e scheda di iscrizione possono essere richieste alla Segreteria del Premio “Morlotti-Imbersago” o scaricate da questi link:

Scarica il Regolamento della tredicesima edizione del Premio Morlotti-Imbersago (PDF)

Scarica la scheda di iscrizione alla tredicesima edizione del Premio Morlotti-Imbersago (PDF)

Per informazioni:

Fondazione A.Granata-F.Braghieri, vicolo Chiuso 6 - 23898 Imbersago (LC)

E-mail: granatabraghieri@gmail.com

oppure Aldo Mari cell. 339 4196641 - Giulio Crisanti cell. 339 3060571

Imbersago, 31 maggio 2011

 

Il Premio Morlotti-Imbersago a Lecco

 

Per la prima volta, con grande soddisfazione, la città di Lecco ospita il prestigioso Premio Morlotti. È la nascita di una collaborazione importante con il Comune di Imbersago, che per ben tredici edizioni ha dedicato la manifestazione all'illustre artista lecchese, ed è una concreta crescita culturale per tutto il territorio.

Lo scorso anno, in occasione del centesimo anniversario della nascita del maestro, il Comune di Lecco ha dedicato a lui un sentito omaggio con la mostra Tra Manzoni e Morlotti. Nelle Scuderie di Villa Manzoni è stato possibile ammirare un'impressionante serie di vedute dell'Adda nei pressi di Imbersago, tutte datate 1956.

Oggi, con un anno di anticipo sul ventennale della scomparsa dell'artista, la Torre Viscontea accoglie un evento che ne ricorda con affetto il nome e che, al tempo stesso, offre spazio a giovani artisti di tutta Europa e presenta i nuovi linguaggi della pittura contemporanea. L'Amministrazione comunale, infatti, non può che sostenere con convinzione un'iniziativa che promuove gli artisti di domani.

Questa mostra interroga sull'attualità della lezione di Morlotti e su quanto sia realmente importante la sua eredità artistica per la città, oltre che per coloro che vogliono cimentarsi con le potenzialità espressive della pittura. L'esposizione invita a rileggere e a meditare il nostro passato per guardare al domani, affrontando con maggiore coscienza il futuro.

 

Virginio Brivio

Sindaco di Lecco

Michele Tavola

Assessore alla Cultura di Lecco

 

Il Sentimento della Natura

La Provincia di Lecco sostiene anche quest'anno il Premio di Pittura Morlotti-Imbersago, a cadenza biennale, giunto alla tredicesima edizione.

L'iniziativa si inserisce a pieno titolo nell'ambito delle manifestazioni a carattere nazionale e internazionale volte a ricordare l'artista lecchese che, in Brianza, ebbe felici trascorsi.

Il particolare che caratterizza questa edizione é quel "sentimento della natura", cifra umana e poetica, fortemente lombarda, dell'opera morlottiana.

Con un invito mirato alle Accademie d'arte italiane e internazionali per la selezione di giovani artisti di talento, il Premio si pone quale osservatorio delle giovani produzioni artistiche europee, oltre a dare spazio ad altri autori.

L'obiettivo è favorire la fruizione e la produzione artistico-culturale, dedicata ad uno degli artisti più interessanti del panorama italiano del '900, profondamente legato al nostro territorio, scoprendo Morlotti attraverso lo sguardo di pittori del nostro tempo.

Desidero sottolineare, nell'attuale congiuntura economica, l'impegno del nostro Ente nel garantire risorse a numerose progettualità culturali, tra cui anche l'atteso Premio Morlotti.

Il mio sentito ringraziamento al Comune di Imbersago, per la passione e competenza con cui organizza il Premio, al Comune capoluogo partner del progetto, e agli artisti che con la loro partecipazione danno valore e significato all'iniziativa.

 

Marco Benedetti

Assessore alla Cultura, Beni Culturali,

Identità e Tradizioni della Provincia di Lecco

 

 

Un omaggio al maestro, nel centenario morlottiano

 

Il Premio "Morlotti-Imbersago" si ripropone all'attenzione del panorama artistico lombardo e nazionale con una nuova edizione - la tredicesima -, coincidente di fatto con la chiusura delle celebrazioni del centenario della nascita del grande maestro Ennio Morlotti (1910-1992), cittadino onorario di Imbersago, che negli anni '50 riuscì a trarre dal fascino del fiume Adda l'ispirazione per le sue opere più belle e di maggior valore artistico.

L'edizione 2011 conferma l'ottimale formula "a inviti" sperimentata con successo nelle precedenti due manifestazioni accanto alla sezione "giovani" e propone alcune significative novità, che contribuiscono ad aumentarne il prestigio: basti pensare, ad esempio, al coinvolgimento del Comune di Lecco, città natale di Morlotti, presso la quale si svolge il Premio 2011, e all'originale selezione di giovani artisti ottenuta grazie al coinvolgimento di prestigiose Accademie europee di Belle Arti.

Purtroppo il Premio Morlotti 2011 deve oggi fare a meno di due personalità di assoluto rilievo, che nel tempo e con ruoli diversi hanno contribuito a farlo crescere: si tratta anzitutto di Domenico Montalto, dal 2007 curatore della manifestazione insieme a Giorgio Seveso, scomparso prematuramente nell'agosto scorso dopo aver dato un contributo decisivo nel definire le linee di questa nuova edizione del Premio, mettendo a frutto la sua straordinaria professionalità, con cui si è speso fino all'ultimo. La memoria di Domenico merita il nostro più affettuoso pensiero e ringraziamento per quanto ha svolto, ma soprattutto per il contagioso entusiasmo che ci ha trasmesso nel condurre questa avventura. Il segno lasciato da Domenico Montalto farà sempre parte della storia del Premio Morlotti e delle sue più alte ambizioni artistiche e la sua memoria sarà lo stimolo per fare sempre meglio in futuro. Caro Domenico, ricorderemo il tuo amore per l'arte e la pittura, ma ancor più il tuo sincero gusto estetico e la tua passione nell'ammirare i più svariati lavori di creazione!

Più datata, ma non meno importante e intensa da parte nostra, è l'emozione per la perdita proprio due anni fa - nel novembre 2009 - del maestro Ernesto Treccani, grande artista del '900 e presidente onorario della giuria del Premio "Morlotti-Imbersago", dopo esserne stato componente fin dalla prima edizione. La nostra memoria e il nostro "grazie" si concentrano in particolare sul costante incoraggiamento e sostegno sempre garantiti dal maestro Treccani a questa manifestazione organizzata in memoria dell'amico Ennio Morlotti.

Un doveroso omaggio va anche all'eccezionale impegno profuso da tutti coloro che si sono impegnati a vario titolo per la riuscita del Premio: in primis, la Fondazione "Granata-Braghieri" (con una citazione particolare per gli insostituibili amici Aldo Mari e Giulio Crisanti), la Pro Loco di Imbersago, i critici Giorgio Seveso e nuovamente Domenico Montalto, la giuria, il professor Renato Galbusera per i contatti con le Accademie di Cluj-Napoca (Romania) e Szeged (Ungheria), la famiglia Morlotti e soprattutto la dottoressa Alessia Mesirca, nipote di Ennio Morlotti, che ci segue sempre con attenzione, gli enti patrocinatori (Comune di Lecco, Regione Lombardia, Provincia di Lecco, Parco Adda Nord, Ecomuseo Adda di Leonardo, oltre alla Fondazione Corrente e all'Associazione Vera Brianza), gli sponsor e soprattutto gli artisti partecipanti che permettono di arricchire con nuova linfa questa esperienza. Un ringraziamento speciale va alla città di Lecco, che ci ospita quest'anno nei prestigiosi spazi espositivi della Torre Viscontea.

Ammirando l'insieme delle opere del Premio Morlotti 2011, i visitatori della mostra avranno certamente modo di rendersi conto ancora una volta che la creatività è uno dei piaceri più grandi. Rappresenta uno dei veri valori aggiunti della vita, capace in qualche modo di ricomprendere tutti gli altri.

Giovanni Ghislandi

Sindaco di Imbersago

Giovanna Riva

Assessore alla Cultura del Comune di Imbersago

 

Domenico Montalto, una significativa presenza

 

Caro Domenico, quando accettasti l'incarico di far parte del Comitato Artistico della Fondazione ci sentimmo onorati.

La tua presenza le avrebbe fatto bene. Sapevamo che i valori che ci univano ci avrebbero consentito di aiutarla a crescere.

L'avventura era iniziata qualche anno prima quando, grazie ad Aldo Mari, ti avevamo conosciuto.

Guardando i quadri di papà Attilio cominciasti a descrivere tratti del suo carattere in maniera così puntuale e precisa da dare l'impressione di averlo conosciuto e di essergli stato amico. Già, perché è solo ad una persona che ti è intimamente vicina consegni le chiavi della tua anima.

Curasti il catalogo e il tuo supporto fu fondamentale nella scelta di come utilizzare al meglio ciò che ci aveva lasciato. Non fu tecnicamente semplice, ma grazie all'aiuto e al supporto di alcuni amici tra cui Sara Tironi, Giulio Crisanti, Aldo Mari, Giuseppe Scarpellini, Mario Sottocorno, Giuseppe Cassinis, nacque la Fondazione.

Pochi giorni prima di lasciarci ti eri incontrato con Angelo e avevi messo a fuoco con lui i progetti futuri di cui tu eri un convinto sostenitore.

Se, come fermamente crediamo, tutto è Uno e non vi è un al di qua e un al di là, bensì una differente manifestazione dell'Essere, continua Domenico a far pervenire al nostro cuore i tuoi preziosi suggerimenti, li ascolteremo e sarai con noi come lo sei sempre stato.

 

Daniela Braghieri e Angelo Granata

Fondazione Attilio Granata - Franco Braghieri

 

Una sentita testimonianza

Il primo incontro risale al 2001 in occasione di una mia personale alla galleria Ceribelli Albini di Milano. Da quella circostanza la nostra conoscenza e frequentazione si è intensificata e si è creata una forte curiosità intellettuale e umana reciproca.

Di solito il rapporto con il critico rimane estemporaneo e non si approfondisce nel tempo, non così con Domenico Montalto. Con lui i commenti e le valutazioni sulla perniciosa situazione del cosiddetto sistema dell'arte e quello che faziosamente è ritenuto "contemporaneo" erano centrali nelle nostre discussioni.

Con in più la ferma convinzione che molte presenze artistiche qualitative sono oggi proditoriamente cancellate da un'arte di regime commerciale e con l'assoluta trascuratezza per la dimensione più importante dell'opera d'arte. "Sdefinizione dell'arte", la pittura marginalizzata e ritenuta obsoleta dal conformismo piatto dei linguaggi "a la mode".

Per Domenico proprio la passione della pittura ha reso assidue le visite al mio studio di Cadro, dopo aver lasciato l'atelier di Milano. Lui, convinto che l'amico pittore attraversasse una stagione creativa particolarmente felice, lo propone come candidato al Premio alla carriera del Morlotti-Imbersago,  dodicesima edizione, che gli viene assegnato nell'ottobre 2009.

Nelle ultime mostre personali l'apporto critico di Domenico è stato importante, malgrado le recenti difficoltà a incontrarci per il suo stato di salute non buono. In tempi recentissimi, nonostante questi problemi, ci si sentiva per telefono e fino all'ultimo avevamo stabilito di incontrarci a Cadro per perfezionare il progetto di un catalogo del calcografico. Poi negli ultimi giorni agostani l'improvvisa ferale notizia, lo shock della sua scomparsa. Qui a Cadro, nell'atelier dove lui con entusiasmo arrivava frequentemente, guardo una sua foto che segna la sua presenza massiccia e imponente, risento la sua voce che ricompone e pacifica le mie sfuriate polemiche, gli astratti furori. Grazie Domenico per il tuo garbo paziente e insostituibile.

 

Renzo Ferrari

Premio alla Carriera, dodicesima edizione 2009

 

Morlotti a Lecco, testimonianze e ricordi

 

Il legame di Ennio Morlotti con Lecco, la sua città natale, fu sempre difficile e conflittuale, legato agli anni giovanili e agli esordi del suo lungo cammino d'artista che lo porterà ad allontanarsi dalle proprie radici, pur trovando la sua grande "stagione" poco lontano in Brianza, lungo le rive dell'Adda, in quelle acque che erano comunque parte del suo lago.

Gli anni Trenta vedono il suo esordio nel mondo dell'arte: si diploma all'Accademia di Belle Arti di Brera, visita musei e chiese, s'iscrive all'Accademia d'Arte di Firenze, compie il suo primo viaggio a Parigi e torna a Lecco. Qui tra il 1937 e il '38 dipinge moltissimi quadri, per lo più paesaggi, che poi, insoddisfatto, distrugge quasi totalmente, in una sorta di furor creativo/distruttivo ed esistenziale che lo spinge a vivere una vita sregolata, di sensazioni e passione. Poi dal 1939 si trasferisce a Milano, entra nel gruppo di "Corrente" ed inizia un'altra storia legata ai principali movimenti artistici internazionali, con contatti, ricerche e mostre che lo porteranno ai vertici della pittura contemporanea, ormai lontano dalla sua città. A Lecco tornerà raramente per pochi lavori e, dal 1983, per vedere la sua collezione nella Galleria Comunale d'Arte a Villa Manzoni.

Poche opere rimangono quindi del suo periodo giovanile a Lecco: qualche paesaggio (il lago, il San Martino, Malgrate), il grande affresco nell'abside della chiesa dell'Istituto "Airoldi e Muzzi", e la Colazione sull'erba nella villa della famiglia Berera. Il primo, commissionato nel 1939 dall'Architetto Mario Cereghini, autore della cappella, suscitò grande scalpore, come del resto l'innovativa struttura razionalista dell'edificio, in quanto Morlotti raffigurò una Processione del Corpus Domini, guidata dal Cardinal Schuster, in cui sfilavano a due a due le persone più importanti della città, travestite con abiti religiosi o improbabili divise fasciste. L'intento ironico, lontano dalla retorica celebrativa del regime, la composizione e i colori forti e vivaci, rivelano già una personalità forte, in grado di proporre, anche ai suoi esordi, soluzioni innovative nell'affrontare un tema religioso all'interno di un luogo sacro.

Anche per la pittura murale nell'ingresso della villa della famiglia Berera, oggi sede di un istituto bancario, Mario Cereghini chiamò il suo giovane amico Ennio, che in quegli anni stava collaborando con uno dei suoi maestri, Achille Funi, proprio ad alcuni affreschi per l'Università di Padova e l'Esposizione Universale di Roma. L'architetto aveva infatti avuto, nel 1942, l'incarico di modificare internamente la villa di inizio Novecento di questa importante famiglia d'industriali lecchesi e propose a Morlotti di dipingerne un ritratto celebrativo parietale. L'artista aderì con entusiasmo, proponendo ben sette differenti soluzioni ed altrettanti bozzetti, riferentesi sia ai grandi maestri del passato, Giorgione, Pinturicchio, Manet, sia ad affermati artisti contemporanei come De Chirico, Campigli, Ponti e Dufy. L'opera finale rappresentava la famiglia inserita in una Colazione sull'erba, con una adesione alla composizione di Manet, riscontrabile nella concentrazione delle figure sedute ai piedi di un albero che le sovrasta, campendo la maggior parte dello spazio; nella posa dei personaggi con la giovane che si volta verso lo spettatore; il brano di natura morta nell'angolo destro e il padre in posizione obliqua. I volti dei famigliari non sono però caratterizzanti e le vesti, non riferibili ad un'epoca precisa, contribuiscono alla creazione di un'opera che, come l'artista stesso dichiarava, doveva totalmente "sfuggire al naturalismo". Vera protagonista dell'opera è la natura, il grande albero, la luce dorata del tramonto che investe la dolce campagna lombarda, dipinta con tratto morbido e rapido. Le figure umane vengono inserite nel paesaggio, ma risultano più spigolose e rigide, distaccate ed estraniate dall’armonia della natura, nonostante l'intenzione dell'artista di fusione dell'elemento uomo con quello naturale. L'opera è comunque di fondamentale importanza per la ricerca dell'artista, in quanto è la prima occasione nella quale Morlotti affronta l'inserimento dell'uomo nella natura, uno dei temi che lo tormenterà tutta la vita e su cui ritornerà costantemente, dando vita ai grandi cicli delle Figure nel paesaggio, negli anni Ottanta, e delle Bagnanti nella sua ultima produzione.

A questa ricerca si ricollega il grande mosaico, realizzato dall'artista nel 1980, nell'ingresso dell'Istituto Tecnico "G. Bovara" di Lecco, dal titolo Figure nel paesaggio, che costituisce con la Processione dell'Istituto "Airoldi e Muzzi", la sola altra opera fruibile pubblicamente in città, non in collezione privata. Per questa grande composizione Morlotti si occupò persino del reperimento del materiale musivo che, ad eccezione delle tessere per il cielo, scelse e raccolse tra i materiali di scarto: pezzi di marmo o granito, impasti o scorie di fonderia, al fine di realizzare un'opera che, pur nell'uso di una tecnica tradizionale, potesse rappresentare la natura nella sua materia vivente, in accordo con quella ricerca, quasi ossessiva, da sempre perseguita.

Se oggi le opere di Ennio Morlotti a Lecco, visitabili dal pubblico, sono solamente le due appena citate, negli anni Ottanta, la Galleria Comunale d'Arte della città ospitava la più ricca e completa collezione dell'artista presente in Italia, costituita da trentotto quadri del grande maestro, in deposito perpetuo al Comune di Lecco, a seguito della confisca da parte dello Stato per evasione fiscale, della ricchissima raccolta d'arte di Sofia Loren e Carlo Ponti. I quadri esposti furono scelti in modo da coprire significativamente l'iter pittorico dell'artista tra il 1942 e il 1968, dagli esordi picassiani, alle innumerevoli rappresentazioni dell'Adda, alla produzione informale della natura, agli Studi per bagnanti del 1959-'60, ai Nudi dal '62 al '64. Erano opere eccezionali, tra le più note e significative dell'artista, che, nelle serie delle Adda, nei Granoturco e nei Paesaggi con figure, raggiunse vertici ineguagliati della sua produzione. Ennio da allora ritornava un po' più spesso a Lecco, veniva volentieri a Villa Manzoni, dove era collocata la Galleria Comunale d'Arte e osservava i suoi quadri in silenzio; sembrava parlasse con loro, in un muto rimando di colori e forme, e ripensava la sua storia di uomo e di artista. Davanti alle tele più importanti e impegnative mi diceva: "Vedi non riuscirò più a dipingere così". Pareva chiedersi come avesse fatto a realizzare opere di tale forza espressiva, materica e cromatica, quasi non fosse stato lui l'autore. Vedere tante sue tele, importanti, tutte insieme nella sua città, in un museo pubblico, nella villa di Alessandro Manzoni, lo aveva riconciliato un poco con le sue origini.

Nel 1990 però, in seguito al ricorso alla Corte di Cassazione, i coniugi Ponti furono assolti, con formula piena, dall'accusa di truffa ai danni dello Stato e undici quadri di Morlotti dovettero essere riconsegnati all'Ufficiale Giudiziario, mentre i restanti furono trasferiti, per ordine del Ministero dei Beni Culturali, a Roma alla Galleria d'Arte Moderna, in attesa di ulteriori sviluppi. Da allora non tornarono più; spesso li vedo nelle aste o nei cataloghi delle mostre dedicate a Ennio, come appartenenti a collezioni private. Anche lui non tornò più; non volle nemmeno sentire le ragioni dell'accaduto, che mi affannavo a spiegargli, e quanto era stato fatto per evitare quella situazione. Come era nel suo carattere impetuoso e irruente, mi disse che si era sentito nuovamente tradito dalla sua città; non aggiunse altro e se ne andò.

 

Barbara Cattaneo

Direttore del Polo museale di Villa Manzoni, Lecco

 

 

Continuità dell’impegno

 

Non si può aprire questa tredicesima edizione del nostro Premio senza dire quanto siamo ancora scossi dall'improvvisa scomparsa di Domenico Montalto. La sua dolorosa perdita ci indebolisce, e tutti noi, amici del Premio e sostenitori delle sue ragioni, dovremo d'ora in avanti moltiplicare gli sforzi, intensificare l'impegno per mantenere alla nostra iniziativa quella qualità e chiarità d'intenti che Domenico ci aveva aiutato a crescere.

Una cosa, però, non rischia comunque d'attenuarsi malgrado la sua mancanza, soprattutto oggi nell'anno del centenario della nascita di Ennio Morlotti. Ed è appunto il nostro permanente riferimento alla figura e all'opera del Maestro, che abbiamo tenuto ben fermo e presente in tutti questi anni.

È un riferimento che ci conferma nel tenere anche questa volta al centro del nostro lavoro sul Premio le due impostazioni basilari che costituiscono ormai la nostra "tradizione", e che a suo tempo Montalto aveva arricchito con le sue idee.

La prima è costituita dalla nostra formula critica originaria, che si è davvero rivelata la più giusta ed azzeccata. Ciò che ha distinto il Morlotti-Imbersago da molte iniziative consimili dedicate in Italia ai giovani artisti è stato, infatti, l'avere scelto da sempre di muoversi per le sue selezioni volutamente fuori dal circuito ufficiale del mercato e degli ambienti artistici accreditati. Di muoversi insomma, come per una sorte di scandaglio profondo, come una sonda capace di immergersi oltre gli strati già ampiamente indagati dell'arte giovane, strati magari in qualche modo anche già "inquinati", cioè trasformati dal sistema dell'arte e dall'intervento di critici, mercanti e galleristi, giungendo così a identificare personalità realmente inedite, fresche, incontaminate.

La seconda impostazione è il confronto reso possibile dall'accostare i giovani ai professionisti riconosciuti, cioè a una selezione di artisti invitati, già ampiamente affermati nel panorama culturale attuale, nella prospettiva di un "omaggio alla carriera" che premi qualità, coerenza e profondità del lavoro, tenuta culturale e insieme umana dell'artista.

Tale è la specificità del nostro impegno, che si è concretizzata, inoltre, nella scommessa sottoscritta e vinta sul piano dei linguaggi e degli atteggiamenti di poetica, portando il nostro Premio a definirsi in modo esplicito come prevalentemente figurativo, teso cioè a indagare il divenire più articolato ma anche più responsabile dell'idea figurativa all'interno dell'espressione plastica e visiva del contemporaneo, rivolta in particolare - pensando anche qui alla nostra ispirazione morlottiana - alle tematiche dalla natura nel suo rapporto con il destino dell'uomo di oggi, delle sue speranze e delle sue contraddizioni.

 

Giorgio Seveso

 

Il verbale della Giuria

 

La Giuria della Tredicesima edizione del Premio Morlotti - Imbersago, formata da Giorgio Seveso (giornalista e critico d’arte), Renato Galbusera (pittore e docente all’Accademia di Brera di Milano), Michele Tavola (critico d’arte e assessore alla cultura del Comune di Lecco), Giovanni Ghislandi (sindaco di Imbersago), Mario Sottocorno (collezionista, rappresentante della Fondazione Atiilio Granata - Franco Braghieri) e Aldo Mari (Gallerista) con funzioni di segretario, in apertura dei lavori rivolge un commosso ricordo alla memoria di Domenico Montalto, recentemente scomparso, e stabilisce di dedicargli questa edizione del Premio cui aveva alacremente lavorato.

Consapevole dell’occasione rappresentata dal centenario della nascita di Morlotti, la Giuria si è riunita per scegliere i venti finalisti da ammettere al Premio sulla base delle candidature pervenute per la Sezione riservata a studenti e laureati delle accademie d’arte e giovani artisti indipendenti europei sotto i trenta anni d’età.

La Giuria si è successivamente dedicata all’esame delle opere di entrambe le sezioni del Premio, sia di quella riservata ai dieci artisti già affermati e senza limiti d’età invitati che di quella dedicata ai venti giovani concorrenti selezionati.

Dopo tale esame diretto, e un approfondito confronto di argomentazioni e giudizi, la Giuria ha così unanimemente deliberato:

• per la sezione degli artisti affermati, il Premio alla carriera, consistente in una mostra personale e in un premio acquisto di 3.000 euro offerto dall’Amministrazione Comunale di Imbersago, è assegnato all’opera di Giancarlo Vitali per la sua straordinaria e penetrante indagine sull’immaginario figurativo.

• Per la sezione degli artisti giovani la Giuria ha assegnato il primo premio acquisto di 1.000 euro offerto dalla Pro Loco di Imbersago all’opera "Mari" di Gabriela Bodin, di Villa d’Adda (Bergamo). I due premi di stima consistenti in premi acquisto di 500 euro ciascuno sono stati assegnati a Davide Corona di Piacenza e a Alexandra Serban di Cluj-Napoca (Romania).

Le immagini dei premiati sono apparse come assai mature e risolte, validamente e suggestivamente rappresentative dell’interessante dialettica figurativa dei giovani odierni.

 

Imbersago, 24 settembre 2011

 

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