Il senso di un Premio

Il Premio Morlotti Imbersago sin dall’inizio ha puntato e punta su una attività artistica che tende a indagare e incoraggiare nei giovani artisti di oggi modalità capaci di non rinunciare alle ragioni più consolidate della pittura ma anche di innovarne i termini e le possibilità espressive.
Vogliamo, in altre parole, contribuire a far crescere nel contemporaneo una visione pittorica in grado di opporsi all’attuale prevalenza di tendenze effimere e puramente estetizzanti, orientando invece la pittura verso un dialogo più attivo con la realtà del mondo e dell’umanità di oggi nelle sue condizioni e contraddizioni.
E intendiamo farlo insistendo a esercitare un ruolo di scandaglio e di sollecitazione, con una formula organizzativa pensata per sondare in profondità una fascia di artisti giovani, ancora studenti o poco o per nulla conosciuti nell’ambiente, dunque non ancora condizionati dalle spinte speculative e omologanti di una larga maggioranza di mercanti e galleristi. Giungendo così a identificare personalità realmente inedite, fresche, sorgive.
Inoltre, ricordando il nostro riferimento morlottiano, cioè il genius loci di un artista che ha impresso alla storia della nostra pittura un segno indelebile fatto di tensione altissima tra forma e realtà naturale, il nostro Premio ricerca la migliore qualità espressiva e incoraggia, nella libertà di mezzi, segni e strumenti, un terreno prevalentemente figurale sul piano dei linguaggi, rivolgendo in particolare l’attenzione alle tematiche della natura nel suo rapporto con il destino dell’uomo di oggi, delle sue speranze e delle sue contraddizioni.
Dall’insieme di queste impostazioni e sollecitazioni emerge l’identità del nostro Premio. Cui si aggiunge, a completamento di un corto circuito che vorremmo ben vivo con le generazioni artistiche già consolidate, il parallelo rappresentato da un Premio alla Carriera che da qualche anno abbiamo iniziato ad assegnare a un artista maturo e riconosciuto in occasione di ogni nostra edizione, creando così un’occasione concreta di relazione e confronto tra generazioni diverse.

                                                        I curatori

Simona Bartolena, Chiara Gatti, Giorgio Seveso