PAESAGGIO ALTERNATIVO

La giovane pittura figurativa e l’ambiente contemporaneo

17° Premio Morlotti Imbersago

Per dare sostanza al nostro intendimento e nell’accentuare ancora la nostra diversità da altre iniziative rivolte alla giovane pittura, il nostro Premio Morlotti Imbersago si è dato anche quest’anno  un tema specifico.
Si tratta del tema del paesaggio, inteso nel senso di richiamo all’ambiente naturale e umano, all’ecologia e alla difesa della terra – questioni da cui oggi dipende la sopravvivenza stessa del genere umano e del pianeta – incoraggiando giovani e giovanissimi pittori di talento a riflettere su questi soggetti con il loro lavoro e a interpretarli con spirito di autonomia e di ricerca. Tenendo conto inoltre che paesaggio vuol dire anche paesaggio interiore, dimensione di relazioni tra la persona e il mondo, nelle sue innumerevoli declinazioni e potenzialità di fantasticazione lirica e di riflessione etica.
Certo, avevamo scelto questo tema prima che iniziasse l’emergenza sanitaria globale. Da quando questa si è manifestata, in qualche modo il senso del tema si è allargato. E prende un significato più complessivo, più generale. Il paesaggio diviene anche lo spazio degli uomini e delle donne, il rapporto tra la coscienza e la dimensione fisica degli ambienti: il “teatro”  della vita al tempo del contagio.

Invitiamo a partecipare giovani artisti, dunque, tra quelli che avvertono una linea di responsabilità etica e poetica nella pittura di oggi, in continuità con il passato. Ma che s’intende con questo? Le mode culturali oggi prevalenti spingono genericamente verso una sorta di “arte per l’arte”, cioè verso pratiche artistiche autoreferenziali, prive di rapporti reali con le sostanze esistenziali della realtà e della vita: pratiche che impiegano quasi esclusivamente linguaggi e modi espressivi gergali, elitari, non di rado volutamente criptici e volti soprattutto più all’ottenimento del successo di mercato che a un vero rapporto con le cose e con gli uomini.
L’identità del Premio Morlotti Imbersago è invece quella di incoraggiare tra i giovani ricerche espressive che tendono a una “arte per la vita”, cioè a un rapporto dinamico e vitale con l’esistenza delle donne e degli uomini, sia nel sociale del mondo che nel privato delle vicende individuali, attraverso forme attuali e innovative di linguaggio prevalentemente figurale.

Ennio Morlotti – “Adda”, 1955 – olio su tela, 61x78cm